Spunto irresistibile per la nuova commedia di Woody Allen, ormai lontano dai fasti di un tempo ma ancora dotato di grande umorismo, capacità di graffiare (con il mondo del cinema, poi, va a nozze) e di gestire gli attori. Forse un po’ freddo per chi non bazzica, conosce o ama il mondo della Settima Arte (a volte anche un po’ criptico in alcuni riferimenti, come il direttore della fotografia cinese, ormai una moda a Hollywood), ma superiore alla media dei film in circolazione, e non solo di commedia. ,Certo, in lingua originale è una cosa mentre il doppiaggio (come spesso capita) lo ammazza mica poco. Il pur grande Oreste Lionello da qualche film sembra avere la voce impastata e fa fatica a mantenere la sorprendente agilità “dal vero” di Woody. Che non è più quello di una volta (noi fans ce ne siamo fatti una ragione, ahimè), e che oltre tutto ormai alterna film almeno buoni se non indimenticabile a pellicole decisamente minori. Se al bellissimo Accordi e disaccordi era seguito l’infelice Criminali da strapazzo (che pure aveva qualche spunto interessante, ma poca verve), al delizioso La maledizione dello scorpione di giada (un film che metterebbe di buonumore chiunque) segue questo Hollywood Ending. Che non è “affatto male”: ma ci si può accontentare con un regista che ha saputo stigmatizzare in tanti capolavori le ossessioni e le fobie contemporanee come nessuno? ,Hollywood Ending, satira del mondo del cinema targato appunto Hollywood (cioè quello ricco e fatuo, con film costosi e inutili, non quello d’autore che Allen persegue da sempre), è in realtà anche una parodia di se stesso (il direttore della fotografia cinese l’ha voluto anche lui, in passato, e altre volte è stato italiano, svedese: sempre esotico…). Che parte discretamente, vive di situazioni comiche felici (la cecità che costringe il regista a girare da cieco, solo con le indicazioni di aiutanti volenterosi e poi della ex-moglie) e di cascatone per strappare risate a forza, alterna simpatici equivoci a momenti romantici stavolta più forzati del solito (nonostante una Tea Leoni all’altezza). Insomma, se non vi aspettate troppo questo Allen (non d’annata) potrà anche piacervi. Altrimenti, meglio vedersi o rivedersi qualche film del Woody doc. Qualche titolo (oltre ai citati)? Manhattan, Zelig, Broadway Danny Rose, Crimini e misfatti