Un documentario politico, storico e umano. Grande è la sfida che hanno intrapreso Werner Herzog (ricordiamo i suoi bellissimi Fittzcaraldo e Grizzly Man) e André Singer nel girare un documentario su Mikhail Gorbaciov.

Si intitola Herzog incontra Gorbaciov e questo incontro è la giusta premessa per sottolineare l’importanza e il peso che le domande del regista tedesco hanno durante i quasi 90 minuti di documentario.

Certo si parla della Russia di un tempo, della povertà e della fatica di far rinascere un’Unione – all’insegna del Partito Comunista, unico partito ammesso – agli occhi di tutto il mondo. Ma Mikhail Gorbaciov, che ha oggi 88 anni, è un uomo consapevole come la politica possa avere un ruolo essenziale per lo sviluppo e il mantenimento di una società. E quando si vede un documentario come quello di Herzog e Singer si riscopre come solo un uomo umile, conoscitore del suo Stato e della politica estera, possa portare avanti una grande nazione.

Con lui si sono avvicendati tanti diversi attori della politica internazionale, ma senza dubbio di Gorbaciov tutti ricordano il suo essere serafico, la sua capacità di speculazione e la sua grande abilità nel mettere al centro dei suoi discorsi la pace nel mondo. Prima di tutto la pace contro il nucleare. E a lui, infatti, si deve lo sforzo incessante di ottenere dagli Usa la firma a favore del disarmo nucleare. Anche a lui, inoltre, si deve, oltre all’affiancamento agli Usa contro la Guerra del Golfo, la messa in prima linea dell’Urss contro la fine della guerra fredda.

Alle interviste a Gorbaciov, Herzog e Singer mescolano video di repertorio e filmati privati: chi era Gorbaciov prima di diventare Gorbaciov? Nato in una famiglia di contadini del Caucaso del Nord, cresciuto da una madre analfabeta e da un padre che morì da eroe durante la guerra, Gorbaciov manifestava già da adolescente la sua grande disposizione allo studio e all’ascolto. E quando all’università (dove conobbe Raisa, la donna che divenne sua moglie e non lo lasciò più, per oltre 45 anni, fino alla sua morte) terminò con laude la carriera legale, capì, dopo poche esperienze professionali, che la politica sarebbe stato il suo futuro.

Se si riassume in poche parole l’attività politica di Gorbaciov si può affermare che il suo nome ha lasciato traccia in Europa e nel mondo. E anche se non tutti lo hanno apprezzato o compreso fino in fondo, Gorbaciov è stato un acuto osservatore del panorama politico mondiale, un grande stratega che ha saputo ammettere le sue sconfitte. Di lui, come di tanti altri che appartengono a differenti partiti e ideologie, si può affermare con certezza che oggi più che mai si avverte la loro assenza nel panorama politico, più attento alla visibilità e al potere che ai bisogni veri della società contemporanea.

Emanuela Genovese