Mediocre melodramma tutto centrato attorno alla figura e al carisma di Toni Servillo, qui però nell'interpretazione più fiacca della sua carriera. Probabilmente non per demeriti suoi ma per una regia e una sceneggiatura che non riescono mai a dar corpo a un personaggio che sulla carta poteva interessare. Il protagonista è un cassiere in un carcere che conduce una vita squallida, dentro e fuori la prigione che potrebbe anche essere il luogo-metafora forte del film. Giocatore incallito, sommerso dai debiti, vede un possibile riscatto nel rapporto con una bella ragazza cinese ma il Destino è in agguato, pronto a chiedere il conto. ,Incerti cerca di raccontare il dramma personale di un personaggio senza via d'uscita ma lo fa compiendo delle scelte antispettacolari e visivamente inadeguate: riduce all'osso, giustificandoli con i problemi di lingua, i dialoghi del film, soprattutto quelli riguardanti la storia d'amore e gioca tutte le carte sullo squallore morale e fisico di Servillo. Il guaio è che, attraverso queste scelte pur frutto di una logica, il ritmo scade ben presto nella monotonia, anche, va detto, per scelte registiche stucchevoli, fatte di troppe ripetizioni, mentre il coinvolgimento emotivo dello spettatore resta ai minimi termini. Lo stesso Servillo appare come una maschera sgualcita di se stesso, un contenitore vuoto troppo simile, ma solo esteriormente, alle grandi prove d'attore de Le conseguenze dell'amore o Gomorra. Gorbaciov è purtroppo un film inerte, che lascia poco, pochissimo spazio all'immaginazione e ancora meno posto a quegli elementi della tragedia contemporanea così presenti proprio in Gomorra o in tanti altri film sulla delinquenza e che qui, ahinoi, sono ridotti a piccoli cenni per nulla incisivi.,Simone Fortunato