Film abbastanza incomprensibile. Sembrerebbe la classica storia del perdente in cerca di riscatto, ma in realtà mescola un po’ di tutto: il cinema grottesco e sopra le righe alla Tarantino, la critica del successo in quanto tale, attraverso la ripresa in chiave surreale delle tematiche dei film di supereroi, non manca persino un fondo di pacifismo e di critica alla società bellicista americana, rappresentata da due veterani di guerra. Ma tutto spesso suona forzato e non si capisce realmente quale strada il regista voglia percorrere. Così accanto ad alcuni spunti di interesse (il protagonista – sfortunato come pochi – alla ricerca di un senso della vita, di una collocazione nel mondo; il suo compagno suicida) risultano note stonate se non di cattivo gusto alcune sequenze decisamente poco felici: valga per tutte la sequenza dell’incidente alla vecchia, con conseguente spappolamento del cervello raccolto con un cucchiaino dal protagonista sul luogo dell’incidente (e non è finita qui: il cervello della poveretta continuerà a essere parte fondante di almeno un altro paio di sequenze stomachevoli). Non tutti i personaggi sono ben sviluppati (la ragazza vittima della violenza; gli amici del protagonista; lo spacciatore interpretato da John Leguizamo) e la sceneggiatura lascia troppe storie in sospeso. Prodotto da Leonardo Di Caprio. Flop al botteghino un po’ dappertutto.,Simone Fortunato