Doveva essere il film del decennio, ed è solo un capolavoro mancato.,Certo, all’ultimo seppur a sprazzi grande film di Martin Scorsese (Taxi Driver, Toro scatenato, Quei bravi ragazzi, L’età dell’innocenza, Casinò) non ha giovato l’interminabile lavorazione, i continui rinvii e, da ultimo, gli evidenti tagli imposti dalla produzione, ma forse è mancata anche qualcosa di più, l’ispirazione, per esempio. E, alla fine, il risultato è altalenante.,Da un lato una grande, coraggiosissima idea (quella di raccontare la fondazione di New York e per estensione dell’America tutta, sorta sul sangue di lotte fratricide) ed un’indubbia competenza cinematografica (si pensi, per esempio al lungo e coinvolgente piano sequenza iniziale, alla conduzione degli attori ed all’uso delle musiche), dall’altro, una difficoltà altrettanto evidente nel padroneggiare la materia anche per la complicità di improvvidi e disturbanti tagli (sono troppi i personaggi poco approfonditi o addirittura scomparsi dopo poche battute come troppe le dissolvenze ad interrompere scene probabilmente più lunghe in una prima versione).,Comunque da vedere (se non altro per l’interpretazione eccezionale di Daniel Day Lewis e per lo stile inconfondibile del regista italoamericano), Gangs of New York è però una grande, titanica occasione mancata.