Un film ispirato ai celebri omini di gomma della Hasbro i cui personaggi hanno uno spessore psicologico e una complessità al livello dei suddetti. A poco servono i numerosi flashback che, con precisione degna di una soap opera, ci descrivono nel dettaglio i traumi dei vari protagonisti e ce ne spiegano le assai poco complesse relazioni (pur avendo uno scenario internazionale il film rischia la claustrofobia per come contrappone simmetricamente buoni-cattivi, tutta gente che si è già conosciuta nel passato). ,C’è ben poco da dire su una pellicola come questa, che inanella uno scontro dopo l’altro esibendo tecnologie raffinatissime e spaccatutto e sfruttando al massimo effetti speciali e computer graphic. Di queste esibizione il regista Stephen Sommers è un veterano (è il regista di due delle pellicole del franchise della Mummia ma anche di Van Helsing, versione muscolosa del celebre cacciatore di vampiri), ma altrove aveva cercato di inserirle in una trama per lo meno credibile e aveva dato ai suoi personaggi una vena di umorismo e ironia che li distingueva dal livello zero del genere.,Qui questa dimensione è completamente assente e gli attori scelti, pur volonterosi, non riescono a sollevare il film da un’impressionante superficialità, dove non c’è un’emozione, neppure quelle più a buon mercato, che suoni vera.,La Hasbro, che sta dietro anche ai più redditizi Transformers (che pure non vantano una profondità molto diversa), ha fatto comunque un buon affare, riportando all’attenzione generale i suoi giocattoli, che hanno segnato l’infanzia di generazioni ormai adulte. Il pubblico, tuttavia, non si è precipitato in massa nelle sale, a riprova che anche nei prodotti “di mestiere” si può distingue tra il buon intrattenimento e l’insulto all’intelligenza.,Il complotto al centro della storia, che prevede la distruzione della Torre Eiffel con l’ausilio di nanoparticelle, avrebbe come mira il controllo del mondo grazie al terrore (niente di nuovo, a quanto pare), ma nemmeno Christopher Ecclestone, a cui tocca il ruolo dello scozzese avido e guerrafondaio, sembra crederci veramente quando lo dice. Il finale aperto preannuncia nuovi nemici (che poi, manco a dirlo, sono sempre quelli vecchi con un nuovo look e nuovi nomi) e nuove battaglie, ma si spera che la mezza débacle al botteghino mandi i G.I. Joe in vacanza al mare (tanto il loro quartier generale si trova già nei pressi delle Piramidi).,Laura Cotta Ramosino