Fuga in Normandia, diretto da Oliver Parker, è tratto da un episodio accaduto nel 2014 e che ha suscitato un’ondata di interesse da parte dei media britannici. Bernie Jordan, un pensionato di 89 anni ed ex marinaio della Royal Navy decise, riuscendoci, di recarsi personalmente alle commemorazioni del 70° anniversario del D-Day in Normandia (alle cui celebrazioni assistettero anche la Regina Elisabetta e Barack Obama). Tutto da solo.

Nel film Bernie intraprende questo improbabile pellegrinaggio lasciando la moglie nella casa di riposo sulla costa meridionale inglese dove vivevano insieme; con suo grande stupore scopre che il suo viaggio cattura una notevole attenzione da parte della stampa. Suona familiare? Familiari sono anche l’ambientazione in una casa di riposo per anziani, gli orrori dello sbarco in Normandia, i ricordi del tempo di guerra e tutti i prevedibili flashback che ci si potrebbe aspettare. Ciò che distingue il film da tutti gli altri del suo genere è la riunione di Michael Caine e Glenda Jackson, che non recitavano insieme dal 1975 (quando entrambi furono protagonisti di Una romantica donna inglese di Joseph Losey). Dopo questo film Caine, che ha passato i 90 anni, ha deciso di ritirarsi e Glenda Jackson è scomparsa a giugno 2023 a 87 anni, prima che il titolo uscisse in sala. Bisogna riconoscere che Caine con l’età è andato sempre migliorando; gran parte del suo tempo sullo schermo è dedicato all’ascolto degli altri o allo sguardo sul mare, mentre Glenda si preoccupa del loro piccolo appartamento, borbottando e sospirando, come fanno gli anziani. «Sto diventando vecchia», esclama a un certo punto, apice di una performance degna dei suoi successi teatrali e cinematografici, che ci fa pensare come con Glenda Jackson abbiamo perso un grande talento.

Nei panni del giovane Bernie, Will Fletcher invece non assomiglia per niente al vecchio Caine, e i flashback sembrano troppo brevi per essere poco più che dei riempitivi. Altri personaggi vengono introdotti per aggiungere carne al fuoco, ma servono più come distrazioni, mentre solo una scena riserva davvero una bella e commovente sorpresa; senza voler svelare nulla, diciamo solo che ha come protagonista l’attore tedesco Wolf Kahler (il comandante nazista de I predatori dell’arca perduta).

Beppe Musicco

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