Un giovane solitario, disoccupato e senza un soldo ma con l’ambizione di diventare uno scrittore, ha un’occupazione: seguire sconosciuti per strada, scegliendoli a caso, per trovare ispirazione per le storie che cerca di scrivere sulla sua anacronistica macchina da scrivere. Nel tempo si è dato delle regole, come non seguire donne sole in strade buie e nemmeno più di una volta la stessa persona. Ma quest’ultima regola viene disattesa, quando inizia a pedinare con insistenza un uomo elegante e misterioso che ha acceso la sua attenzione, che va in giro con una borsa ed entra ed esce da varie case. L’uomo elegante, Cobb, scopre e affronta il giovane, che dice di chiamarsi Bill: Cobb è un ladro e propone a Bill di affiancarlo nei suoi strani furti, in cui ruba oggetti di poco valore più che altro per entrare nelle vite di persona sconosciute e far avvertire l’importanza di ciò che perdono. Bill si entusiasma sempre più, inizia a fare colpi anche da solo ma sempre chiedendo consigli a Cobb. Ma quando si innamora di una delle vittime di un furto, una malinconica bionda minacciata da un boss suo ex fidanzato, le cose prendono una piega sempre più pericolosa…

In occasione dell’uscita di Oppenheimer esce per la prima volta in Italia, in versione restaurata, l’opera prima di Christopher Nolan che ha molti punti di contatto con i suoi successi più noti, a cominciare dalla sua caratteristica più nota: la confusione dei piani temporali. In Following (relizzato nel 1998) ogni scena inizialmente appare poco comprensibile ma acquista senso in un secondo momento, rivedendola alla luce di una scena temporalmente precedente: per esempio, a un certo punto vediamo il protagonista con gli occhi pesti e pieno di ferite e ci chiediamo chi e come lo abbia ridotto in quello stato, fatto che si chiarirà più avanti con un opportuno flashback.

Ma ci sono anche alcuni punti di contatto tematici o di atmosfera (con Memento in particolare, ma anche The Prestige o Inception), come le storie misteriose e complicate, la sfida all’intelligenza dello spettatore, la cura per i personaggi molto originali e dei loro labirinti mentali; senza contare il nome Cobb, che sarà utilizzato da un altro “ladro” come quello di Di Caprio in Inception o il celebre logo di Batman sulla porta di una stanza (Nolan non poteva sapere che avrebbe diretto una trilogia sull’uomo mascherato, ma il dettaglio anticipa una sua passione).

Following è un thriller noir di appena 70 minuti ma tesissimo nelle sue inquadrature ravvicinate e intensissimo nei suoi sbalzi temporali e continui colpi di scena, che fa della povertà di mezzi dovuta a un budget ridottissimo (gli attori erano non professionisti, amici del regista britannico, che giravano solo nel weekend perché impegnati in altri lavori; gli appartamenti erano degli stessi attori e i vestiti del regista) un punto di forza, con Nolan impegnato anche come sceneggiatore, produttore, montatore e direttore della fotografia (un bianco e nero molto cupo che rafforza le caratteristiche dell’opera, girata in 16 mm e in formato 1.37:1). Due anni dopo Nolan girerà Memento negli Stati Uniti, non trovando sponde produttive nel Regno Unito, con un budget industriale anche se basso per gli standard americani. A quel punto Hollywood lo adotterà e certo non gli mancheranno più mezzi e star. Ma Following ci fa intravedere già le sue qualità registiche e creative, mostrando la nascita di un grande futuro autore e regista. Il più grande tra quelli esplosi nel XXI secolo.

Antonio Autieri

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