Debole thriller che prende più direzioni senza mai riuscire a evitare i cliché. L'incipit è tutto un programma: Jeremy Coleman (un bello anonimo Josh Duhamel) è un prode pompiere. Amato dai compagni, eroico e coraggioso si ritrova invischiato in un brutto regolamento di conti e rimane l'unico testimone che potrebbe incastrare il temibile boss David Hagan (un Vincent D'Onofrio insopportabilmente sopra le righe). La polizia – Bruce Willis da una parte e la bella Rosario Dawson nei panni di un Marshal dall'altra) – ce la metterà tutta, ma sarà difficile proteggere il bravo ragazzo dalla furia vendicativa dei malavitosi. ,Uscito direttamente in Usa per il mercato home video, Fire with Fire è un modesto thriller piuttosto fracassone e, principalmente, mal scritto. Le caratterizzazioni di Duhamel e soprattutto di D'Onofrio sono schematiche e in più di un momento i personaggi appaiono forzati e poco verosimili. Da un lato, il pompiere che, accortosi che la polizia non può garantirgli la sicurezza né per sé né per i propri cari, si trasforma in una sorta di giustiziere della notte con l'obiettivo di ammazzare i soci di Hagen. Dall'altra D'Onofrio, attore specializzato in ruoli da cattivo (molti lo ricorderanno nel suo esordio fulminante in Full Metal Jacket e nello splendido Strange Days), qui gigione alle prese con una parte praticamente non scritta. Se, come diceva Hitchcock, la metà di un buon thriller la si vede dal cattivo, qui siamo ai minimi termini. La regia di Barrett non aiuta: fracassona e concitata (in mezzo, tra l'altro ad effetti speciali discutibili) nel finale, indecisa per buona parte del film se prendere la strada del revenge movie classico o quella del poliziesco, alla fine, come spesso capita quando le idee non sono chiare, fa da semplice collante a mezze storie e personaggi sbocconcellati. Le figure di Bruce Willis e Rosario Dawson, per non dire poi dei caratteristi Kevin Dunne, Richard Schiff e Vinnie Jones, semplice tappezzeria, sono sottodimensionate, hanno poca utilità dal punto di vista narrativo (Willis) o, mal scritte, non hanno sufficiente forza scenica (la Dawson, sprecatissima). Poca roba, anche solo in termini di suspense e tensione che Barrett gestisce in modo elementare e banale per un film che non avrebbe forse meritato un'uscita su grande schermo. E, spiace constatarlo, un altro passo falso nella sempre più declinante carriera di Bruce Willis.,Simone Fortunato