È iniziato con una trionfale masterclass l’edizione 2018 del Bif&st, ovvero il Bari International Film Festival (che si svolge dal 21 al 28 aprile, proiezioni al Petruzzelli e al Multicinema Galleria), manifestazione di crescente successo dalla nascita (con un numero zero) nel 2009 e da allora diretta da Felice Laudadio. Tutto esaurito al Teatro Petruzzelli e standing ovation per Pierfrancesco Favino, attore popolarissimo e di talento, tra i migliori del panorama italiano e utilizzato anche da produzioni internazionali. Dopo la proiezione del film A.C.A.B. di Stefano Sollima (uno dei 76 film interpretati in ben 25 anni di carriera che oltre al cinema lo ha visto impegnato anche in teatro e televisione), Favino ha risposto alle domande del critico Fabio Ferzetti: « Faccio l’attore fondamentalmente perché mi piace l’essere umano. Affrontare gli opposti è un altro privilegio pazzesco che mi ha offerto e continua a offrirmi questo mestiere, come quando nel giro di pochissimi mesi mi sono trovato a interpretare il poliziotto fascista di A.C.A.B. e l’anarchico Pinelli in Romanzo di una strage di Marco Tullio Giordana». Una passione, quella per la recitazione, che accompagna Favino fin dall’infanzia: «Ho deciso che avrei recitato fin da quando avevo 6 o 7 anni, passavo le ore davanti alla Tv a guardare i vecchi film di Totò. La chiave di volta fu poi a 8 anni quando i miei genitori, entrambi appassionati di teatro, mi portarono a vedere Don Carlos di Schiller con Gabriele Lavia, fu una vera folgorazione. Dopo il Liceo, quindi, ho fatto domanda all’Accademia Nazionale d’Arte Drammatica e per fortuna mi hanno preso, altrimenti non so cosa sarebbe stato di me a 30 anni». Il recente Festival di Sanremo ha dimostrato la sua poliedricità: «Era esattamente quello che volevo, avrei dovuto fare già prima qualcosa del genere, superando la paura di ciò che il pubblico avrebbe pensato di me. Ma mi sono ricordato di come Gassman non avesse avuto timore di esibirsi a Canzonissima, di Mastroianni che ululava accanto a Mina, di Tognazzi che raccontava barzellette. Ora sono consapevole di essere diventato nazional-popolare ma è una cosa bella. Purché lo si faccia bene». Tra i suoi talenti, quello di imitatore: per il divertimento del pubblico del Petruzzelli, Favino si è prodotto in un’irresistibile imitazione di Marco Giallini e poi di Rocco Papaleo, insieme al quale sta per affrontare il prossimo film, I moschettieri del Re di Giovanni Veronesi (nel cast anche Valerio Mastandrea e Sergio Rubini), in uscita a Natale. Subito dopo l’attore sarà Tommaso Buscetta nel film di Marco Bellocchio Il traditore. L’amore per il suo mestiere ha portato Favino ad accettare la direzione di una scuola di formazione, l’Oltrarno di Firenze, «a condizione che la scuola fosse gratuita, per favorire chi non avrebbe potuto permettersela. E poi ho voluto che gli insegnanti provenissero da tutto il mondo, perché gli allievi potessero apprendere tecniche che qui non vengono insegnate. Lavorando più volte nel cinema americano ho infatti scoperto che, benché il talento di chi lo fa non sia inferiore a quello degli artisti italiani, oltreoceano ci sia molta più attenzione alla formazione e alla ricerca». Dopo Favino, il programma delle lezioni di cinema prevede tra gli altri Micaela Ramazzotti, Antonio Albanese, Mario Martone, Margarethe von Trotta, Vittorio Storaro e Bernardo Bertolucci.

Da stasera parte il programma delle Anteprime internazionali, sempre al Petruzzelli: si comincia con Roman J. Israel, Esq. (End of Justice – Nessuno è innocente di Dan Gilroy, con Denzel Washington (candidato all’Oscar per questo film) e Colin Farrell, storia di un determinato avvocato attivista dei diritti civili la cui vita viene stravolta da eventi inaspettati che fanno vacillare le sue certezze; e poi a seguire ogni sera un’altra, tra cui Unsane di Steven Soderbergh, The Reports on Sara and Saleem di Muayad Alayan (su una relazione extraconiugale tra una donna israeliana e un uomo palestinese, La douleur di Emmanuel Finkiel ambientato  nella Francia occupata dai nazisti, Der Hauptmann (The Captain) di Robert Schwentke, anch’esso ambientato a fine guerra mondiale ma in Germania, e la fiction tv Prima che la notte di Daniele Vicari con Fabrizio Gifuni e Lorenza Indovina sulla vita e la morte del giornalista Pippo Fava.

Per Panorama internazionale verranno presentati in concorso, in anteprima italiana o internazionale, 12 film provenienti da tutto il mondo e presentati al Bif&st. Una giuria del pubblico presieduta dallo scrittore e sceneggiatore Gianrico Carofiglio attribuirà i premi al miglior regista e ai migliori interpreti protagonisti. Fra i titoli i gara, anche l’italiano Xolo di Giuseppe Valentino. La stessa giuria valuterà i 12 film italiani selezionati il concorso ItaliaFilmFest dedicato alle Opere prime e seconde, che sono: A Ciambra di Jonas Carpignano; Brutti e cattivi di Cosimo Gomez; Cuori puri di Roberto De Paolis; Gatta Cenerentola di Alessandro Rak, Ivan Cappiello, Marino Guarnieri e Dario Sansone; Hannah di Andrea Pallaoro; Figlia mia di Laura Bispuri; Il contagio di Matteo Botrugno e Daniele Coluccini; La ragazza nella nebbia di Donato Carrisi; L’intrusa di Leonardo Di Costanzo; Sicilian Ghost Story di Fabio Grassadonia e Antonio Piazza; Tito e gli alieni di Paola Randi; Veleno di Diego Olivares.

Ma al Bif&st ci saranno anche eventi e proiezioni speciali (i film migliori dell’annata, scelti da alcuni critici), incontri, laboratori e retrospettive (sul regista Marco Ferreri e sul produttore Franco Cristaldi). Verrà omaggiato Nuovo cinema Paradiso di Giuseppe Tornatore che ebbe proprio a Bari la sua anteprima mondiale 30 anni fa, il 29 settembre 1988 (prima del trionfo a Cannes nel 1989 e del Premio Oscar nel 1990) con la mostra inaugurata proprio oggi “30 anni nel Paradiso del Cinema”.

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Il Bif&st 2018 è stato dedicato a Vittorio Taviani, più volte ospite del festival di Bari dove nel 2011 fu insignito con suo fratello Paolo del “Federico Fellini Platinum Award”. Promosso dalla Regione Puglia con la collaborazione del Comune di Bari, è prodotto da Fondazione Apulia Film Commission. Presidente del Bif&st, ideato e diretto da Felice Laudadio, è la regista Margarethe von Trotta.