Fantasy Island era una serie tv (trasmessa anche in Italia) con Ricardo Montalbán che è andata in onda sul finire degli anni 70. L’elegante patron dell’isola si impegnava a soddisfare le fantasie degli ospiti, con attori e scenografie, mostrando spesso come però le fantasie celassero desideri più profondi e più seri del semplice divertimento.

Il remake cinematografico vede Michael Peña nel ruolo di Mr. Roarke, il padrone della bellissima isola che può soddisfare le fantasie di un gruppo di vincitori di un concorso. In realtà, dopo la prima giornata di bagordi, ricordi sentimentali e familiari o ripicche nei confronti di bulli della gioventù, la vacanza si popola di chirurghi torturatori e killer armati di mitra che iniziano a terrorizzare gli ospiti, svelando come fossero in realtà tutti legati e sottoposti alla stessa brama di vendetta.

Mentre i telefilm avevano quell’aria molto kitsch da ingenua vacanza popolata da tipi un po’ strambi o caratteristici (un po’ come l’analoga serie “Love Boat”), Fantasy Island cerca di virare sull’horror (i produttori sono gli stessi di Scappa – Get Out), ma il risultato è disastroso. Una sceneggiatura piena di buchi che non sa da che parte stare (Teen movie? Survival? Avventura? Splatter? Dramma familiare?) e continuamente s’impantana senza trovare una via d’uscita dignitosa. Forse, con un Christopher Nolan o un J.J. Abrams, le cose avrebbero potuto prendere una piega diversa, ma qui ci sono solo mediocri fondali di cartapesta, scarsissimi effetti speciali e  il povero Michael Peña, in evidente difficoltà con un cast incapace di una credibile espressività, capace di trasmettere una sola cosa allo spettatore: il desiderio di allontanarsi prima possibile da Fantasy Island.

Beppe Musicco