Sembra non esaurirsi mai la moda delle saghe youg adult che invadono prima le librerie e poi le sale cinematografiche, puntando su una fanbase ampia ma non sempre affidabile, oltre che su cast normalmente composto da una manciata di quasi esordienti e un paio di nomi di richiamo per gli adulti (pochi) in scena. È il caso di questo Fallen, della scrittrice americana Lauren Kate, primo capitolo di una quadrilogia di un certo successo che al posto di vampiri e licantropi mette in scena una curiosa e quanto meno discutibile rivisitazione della ribellione di Lucifero: tutto per creare fazioni contrapposte di angeli caduti, che ritroviamo nei panni di adolescenti tormentati in una accademia goticheggiante dispersa nei boschi della provincia americana.

La regia è affidata all’australiano Scott Hicks, diventato famoso con Shine e poi dietro la macchina da presa nell’adattamento di Cuori in Atlantide di Stephen King e Ho cercato il tuo nome da Nicholas Sparks, il che forse spiega la scelta per questo Fallen. Hicks cerca di creare atmosfera (e risparmiare sugli effetti visivi) puntando su dettagli e inquadrature sghimbesce, fuori fuoco ed effetti di movimento, ma quello che in un videoclip potrebbe essere un virtuosismo giustificato qui alla lunga crea un effetto dilatazione non poco fastidioso, una sensazione aumentata dalla pochezza della trama la cui teologia di riferimento è ripetitiva e poco interessante.

Il risultato, criticato dai fan dei romanzi per le troppe libertà su trama e personaggi, arriva nelle sale ben due anni dopo essere stato girato (in Ungheria) senza nemmeno la prospettiva di una distribuzione americana, il che dice molto sulle scarse prospettive di questo franchise, che nonostante il finale aperto sembra con ogni probabilità  destinato a perdersi, anche per mancanza di carisma degli interpreti, nella marea indistinta dei prodotti di serie B.

Luisa Cotta Ramosino