Anche al cinema, e con il cinema, si può fare – eccome – esperienza di comunità. Era questo il tema al centro dell’incontro che si è svolto martedì 29 ottobre a Milano al cinema Ariberto, nell’ambito del progetto ACEC – Associazione Cattolica Esercenti Cinema “Costruiamo la comunità – Dai social network alla comunità umana”. A confrontarsi sul tema, don Gianluca Bernardini, presidente ACEC Lombardia e diocesi di Milano, il regista e produttore Kristian Gianfreda autore del film Solo cose belle, e i “nostri” Antonio Autieri e Beppe Musicco, uno a moderare l’incontro e a stimolare gli interventi, l’altro soprattutto a raccontare l’esperienza di condivisione quasi ventennale della nostra associazione Sentieri del Cinema.

Don Gianluca Bernardini, presidente ACEC Lombardia e diocesi di Milano

Don Gianluca Bernardini ha ricordato che l’ACEC compie quest’anno 70 anni – festeggiamenti il prossimo 7 dicembre a Roma con l’udienza concessa da papa Francesco a volontari e personalità, anche laiche, del cinema – e che la maggior parte delle sale della comunità si trovano al centro-nord, soprattutto in Lombardia e nella diocesi di Milano. L’associazione accompagna queste sale, una volta definite “parrocchiali”: e in effetti un tempo ogni parrocchia tendeva ad avere la sua sala cinematografica: «La prima nel 1904, pochi anni dopo l’invenzione del cinema» ha spiegato Bernardini. «La Chiesa capì subito che il cinema era un luogo di educazione. Il motto era “un cinema ogni campanile”. Oggi ne resistono ancora tantissime (un centinaio nella nostra diocesi), veri luoghi di incontro e di confronto, anche per chi non è credente: è nella natura della Chiesa essere aperti». Da qui anche il puntare sui cineforum, occasioni di dialogo e scambio di opinioni, «sul senso della vita e della morte, sull’amore, sul perdono. Temi su cui anche chi non ha fede ci può aiutare. La Chiesa, per essere sé stessa, deve essere accogliente e annunciare a tutti il Vangelo».

Beppe Musicco e Antonio Autieri di Sentieri del Cinema

Beppe Musicco ha raccontato com’è nata la nostra associazione, nel 2000, prima con il sito Internet che raccoglieva recensioni – pensate in primo luogo per genitori ed educatori – poi con i cineforum, dapprincipio soprattutto nelle sale della comunità, per poi allargarci anche a realtà “laiche” e commerciali; sempre tenendo a cuore la nostra identità, che pure si è allargata a persone di ogni provenienza ma con la stessa passione, per il cinema e per l’umano. Con un’attenzione speciale anche al mondo della scuola, e senza porsi limiti: Musicco ha infatti raccontato di recenti esperienze a Novosibirsk, in Siberia, e a Mosca dove ha svolto lezioni sul cinema italiano in università dove si insegna la nostra lingua e dove ha sperimentato la possibilità di vedere un pubblico anche di giovanissimi commuoversi per vecchi film, come La dolce vita di Fellini, che mettono al centro «le domande che muovono il cuore dell’uomo, ieri come oggi».

Kristian Gianfreda sul set di Solo cose belle

Infine, il regista e produttore Kristian Gianfreda ha raccontato la sua esperienza, prima come documentarista e poi come autore del film Solo cose belle: «Il cinema ha la responsabilità di sgretolare pregiudizi e modelli culturali che condizionano tutti nei confronti dell’altro, che sia uno straniero, un disabile o una prostituta». E il film è stato un’esperienza “comunitaria” perché vi ha collaborato in modo decisivo «la Comunità Papa Giovanni XXIII – molte storie nel film provengono da racconti di persone vere – con i suoi volontari che hanno lavorato come attori o comparse». Ma anche altre due “comunità”: quella del territorio, con l’aiuto di aziende e realtà varie che hanno voluto dare una mano; e quella del cinema, con professionisti che si sono coinvolti in vario modo, interessati al tema del film.