Nel 1935 nel nord est degli Stati Uniti gli effetti della Grande Depressione sono ancora tangibili: disoccupazione, povertà ed emigrazione. In questo contesto l’Università di Washington deve scegliere le due squadre che parteciperanno ai campionati collegiali statali: l’equipaggio che salirà sul podio avrà l’onore di rappresentare  gli Stati Uniti alle Olimpiadi che si terranno l’anno successivo a Berlino. 

Joe Rentz (Callun Turner), studente nullatenente iscritto alla facoltà di Ingegneria, decide di partecipare alle selezioni attirato dalla possibilità di accesso alla borsa di studio che gli permetterebbe di pagare le rate del college e gli garantirebbe un alloggio. Iniziano così otto settimane di lunghi e pesanti allenamenti che lo porteranno ad entrare nella squadra delle riserve insieme a compagni che, oltre a condividere con lui la barca, provengono dalle stesse difficili condizioni sociali. Le prime competizioni locali mettono in luce sin da subito la qualità dell’equipaggio che gareggia nella categoria principe della disciplina: l’Otto. Coach Ulbrickson, interpretato da Joel Edgerton, intuisce il potenziale di questo gruppo molto affiatato e inserisce nella squadra il miglior capovoga a disposizione. Ben presto Joe e i suoi compagni mettono in secondo piano la squadra titolare e sconfiggendola approdano alle finali nazionali, in cui incontreranno equipaggi ben più blasonati provenienti dalle ricche università della Ivy League. Le differenze sociali però sembrano insormontabili e rischiano di compromettere il sogno olimpico, nonostante i brillanti risultati ottenuti. La situazione si sblocca grazie alla sportività degli avversari, permettendo a Joe e ai suoi compagni di unirsi a Jesse Owens nella squadra olimpica che gareggerà in Germania davanti a Hitler.

Partendo dall’omonimo libro di Daniel James Brown pubblicato nel 2013, George Clooney ci racconta l’avvincente e poco conosciuta storia dell’equipaggio olimpico americano che partecipò alle Olimpiadi di Berlino. Il regista torna a misurarsi con un’ambientazione che gli è familiare, come In amore niente regole che era ambientato negli stessi anni, e costruisce un film interessante, fedele nella resa dell’ambientazione e sicuramente lodevole per il tentativo di trasmettere il sentimento agonistico e la durezza della disciplina attraverso le inquadrature dinamiche e la buona fotografia delle gare. D’altro canto il cast non brilla nella prova attorial: Callun Turner, all’esordio come protagonista, è davvero poco espressivo e piuttosto piatto come personaggio e dal resto dell’equipaggio non emerge alcuna individualità di spicco. Anche la figura del determinato coach Ulbrickson, che si divide tra il desiderio di far emergere il carattere dei ragazzi e i piccoli giochi di potere relativi alle pratiche sportive, è piuttosto superficiale. Tuttavia nel complesso il film è gradevole ed essenziale, apprezzabile per le scene di canottaggio e per la bella storia dell’ennesimo successo americano raccontata senza eccessivi fronzoli. Su Amazon Prime.

Luca Cova

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