Sono passati dieci anni dalla morte di Enzo Jannacci, ma il suo ricordo, e non solo a Milano, è ancora vivissimo. Il regista Giorgio Verdelli, specializzato in documentari su autori e compositori, raccoglie in 90 minuti un ritratto che va ben oltre la semplice commemorazione o i vari “mi ricordo” di chi l’ha conosciuto. Jannacci è stata una figura tanto multiforme quanto unica nel panorama musicale italiano. Medico che non ha mai rinunciato alla professione (prima chirurgo, poi medico di famiglia), compositore diplomato, polistrumentista, autore di moltissime canzoni sue e altre scritte in collaborazione, talent scout, figura di riferimento per molti giovani che lo hanno seguito sulla strada del cabaret, originalissimo innovatore della canzone italiana. Ma soprattutto un uomo capace di straordinario affetto, attenzione, valorizzazione del talento altrui senza alcuna gelosia o invidia. I suoi rapporti con le altre figure dello spettacolo sono sempre stati improntati all’amicizia sincera, ed è straordinario sentire i riconoscimenti dei tanti personaggi che l’hanno conosciuto: tutti ritengono inscindibile il suo talento dalle sue doti di simpatia e affezione per chi gli stava di fronte.

Con la guida del figlio Paolo si percorre un itinerario che parte dagli esordi come pianista del gruppo di Adriano Celentano, al sodalizio con Giorgio Gaber e al loro rapporto fraterno, la scoperta del duo comico Cochi e Renato, e così via. Inutile dire che per ogni incontro, ogni situazione, ogni canzone, c’è sempre un aneddoto comico, una battuta, un momento assurdo che rivela il lato umoristico di Jannacci, la capacità di ridere, di giocare, di non prendersi troppo sul serio. Rievocare la nascita delle sue canzoni, dalle prime in milanese ai grandi successi degli anni 80 come “Quelli che…” o “Ci vuole orecchio”, ma anche le collaborazioni inaspettate con De André o Paolo Conte, svelano come l’influenza che ha avuto su tanti artisti (anche giovani, che l’hanno sentito solo in registrazione) sia viva ancora oggi. Si ride e ci si commuove, di fronte a questa persona affascinante; e come in molti ci hanno tenuto a ripetere «quando salgo sul palco, lui è sempre di fianco a me».

Beppe Musicco

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