Julio Cesar ha quasi quarant’anni e vive ancora con sua madre, una donna colombiana dalla personalità trascinante. I due condividono praticamente tutto: una casetta sul Tevere piena di ricordi, i pochi soldi guadagnati lavorando per uno spacciatore della zona, la passione per le serate di salsa e merengue. Lei, sciroccata e “fumata”, lo controlla in modo morboso; lui si consola con prostitute e film porno. El paraíso è il nome della loro barca. Ma di paradisiaco la loro vita non ha nulla.
Quando però nella loro vita irrompe Ines, giovane colombiana reduce dal suo primo viaggio come corriera della droga (con gli ovuli della cocaina nello stomaco), l’equilibro va in pezzi: la passione di Julio Cesar per Ines e la gelosia della madre cambiano rapidamente la situazione. Alla fine di una serie di eventi drammatici, Julio si troverà ad andare per la prima volta nella sua terra di origine.
El paraíso è il secondo lungometraggio di finzione per Enrico Maria Artale, prodotto da Matteo Rovere, a dieci anni da Il terzo tempo ma con in mezzo l’impegno in serie importanti (come Romulus). Nelle intenzioni del regista il film – presentato a Venezia 2023 nella sezione Orizzonti – è una storia d’amore tra una madre e un figlio, tra delicatezza e violenza, un «racconto quasi mitologico di un legame basato sul sangue che ho tentato di sottrarre al giudizio». Alla prova dello schermo, un film respingente e degradante, inserito nell’ormai sempre più ricco filone dei personaggi di periferia abbrutiti ma che qui trova note “originali” sempre più trash (non fateci raccontare certe scene, credeteci sulla parola), dove un amore morboso e patologico viene mostrato come possibile opzione e non con la pietà che si deve a personaggi confusi e talvolta violenti come Julio, sicuramente vittima della madre ma anche incapace di staccarsene perfino dopo la sua morte. Molto bravi però i tre attori: Edoardo Pesce ormai lo conosciamo bene, ma Margarita Rosa De Francisco – cantante colombiana che si vide a metà anni 90 in Ilona arriva con la pioggia e che è stata premiata a Venezia per la sua prova – è una presenza forte e convincente, e la più giovane Maria Del Rosario completa il terzetto di personaggi principali.
Antonio Autieri
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