Primo caso nella storia di remake italiano (anzi, italo-spagnolo) di un film hollywoodiano, È già ieri ripropone a dieci anni dalla sua uscita il soggetto base di una delle commedie migliori degli anni ’90: Ricomincio da capo di Harold Ramis, con il grandissimo Bill Murray (apprezzato di recente in Lost in translation). Chi l’ha visto ricorda che un insopportabile giornalista Tv si trovava in trasferta – annoiato e arrabbiato col mondo – e poi finiva in un incubo surreale: svegliarsi ogni mattina per rivivere sempre lo stesso giorno decine di volte, sempre uguale. Fino a cercare diversivi per non impazzire, e anche a sfruttare la situazione.,Stavolta, nei panni del cinico protagonista c’è il “nostro” comico Antonio Albanese: conduttore di un programma sulla natura, si ritrova alle Canarie per un servizio su un branco di cicogne per lui insopportabili. E, risvegliandosi sempre il 13 agosto, bloccato da una tempesta e da altri contrattempi non riesce a fuggire dalla maledetta isola…,Reduce da due film tremendi (la fame e la sete e Il nostro matrimonio è in crisi), Albanese si rivela stavolta – slegato finalmente dalla regia, che lo vide promettente debuttante in Uomo d’acqua dolce, ma poi appunto deludente – pimpante e ben servito da una sceneggiatura fatalmente non originale (tutte le idee migliori del film americano ci sono tutte, pari pari). Chi cerca uno svago non triviale si divertirà, soprattutto se non ha visto Ricomincio da capo. Chi ha amato quel capolavoro ricco di sfumature e sottigliezze, soprattutto nell’interazione con alcuni gustosi personaggi secondari (sottigliezze che qui non ci sono, se non a tratti) sarà inevitabilmente portato al confronto, e presto gli risulterà troppo inferiore questo esito “europeo”. Anche perché manca totalmente la parte di riflessione sul tempo, sulla sfida al cambiamento che Ricomincio da capo portava, pur in un quadro divertente e a momenti esilarante.,Ma non si deve eccedere in severità: in fondo c’è da rallegrarsi a veder parzialmente recuperato un attore niente affatto televisivo (come continua a scrivere tanta critica) come Albanese. Che dà il meglio quando dalla commedia passa improvvisamente al dramma; come sa bene chi lo ricorda in film totalmente drammatici come Vesna va veloce (il suo miglior film) e Tu ridi, ma anche lo stesso Uomo d’acqua dolce. A patto poi, per completezza, recuperare Ricomincio da capo, per vedere e apprezzare lo spunto originale sviluppato al meglio.,Peccato, infine, per qualche volgarità, anche se non superiore a quella di buona parte dei film in circolazione.,Antonio Autieri