Film tamarrissimo ma meno inguardabile di tanti altri sottoprodotti del genere. Più che altro per la resa visiva curata dallo stesso regista di San Valentino di sangue 3D, praticamente il film apripista per il 3D sul mercato italiano. Patrick Lussier, onesto mestiere del genere (è il montatore di parecchi horror degli ultimi vent'anni), riesce a sfruttare al meglio la stereoscopia rendendo molto profonde e vivide parecchie sequenze, alcune cruentissime e di dubbio gusto, altre più interessanti come un bella fuga di Cage inseguito da un diavolo. La trama è ridotta ai minimi termini e forse rappresenta l'aspetto più trascurabile del film: Cage, in versione orrida e platinata, è fuggito dall'inferno per ottenere vendetta nei confronti di chi ha fatto a pezzi la figlia. Incontra una bellissima cameriera (l'incredibile Amber Heard) in una bettola di camionisti e parte all'inseguimento di una banda di improbabili adoratori del demonio. Per inciso, Cage che nel film si fa chiamare Milton, dovrà vedersela con il Contabile (William Fichtner), un assistente di Satana incaricato di recuperare i dannati a piede libero nel mondo. Lussier dirige con ironia un cast in forma: lo stesso Cage, per la prima volta dopo tanti anni, sembra in parte. È ironico, un po' buffonesco e cita, forse involontariamente, tanti eroi del cinema perduto dei vari Lorenzo Lamas e Steven Seagal. Soprattutto Cage è accompagnato da uno stuolo di caratteristi anonimi ma efficaci e di sicuro effetto ed è coadiuvato da tre solide spalle come William Fichtner, il personaggio più interessante, Billy Burke e David Morse. E poi c'è Amber in pantaloncini e stivali che ricorda ai nostalgici la mitica Catherine Bach/Daisy della serie televisiva Hazzard. Il resto però è poca cosa anche se può divertire amanti del genere con una sequenza scult, difficilmente dimenticabile. Milton/Cage che, sigaro in bocca e impegnato in una bollente sequenza di sesso con una pin-up non più giovanissima, uccide una caterva di cattivoni. Forse un po' troppo, almeno per un pubblico in cerca di svago senza volgarità.,Simone Fortunato,