Nel tentativo di intercettare il trend vampiresco rilanciato nella sua versione teen drama dalla saga di Twilight e ampiamente cavalcato anche per le platee televisive da serie dal tasso horror più o meno alto, la nuova pellicola dedicata al Vampiro per eccellenza batte la strada di tante recenti dedicate ai super eroi e decide dunque di raccontare le origini, in questo caso come Vlad l’Impalatore (personaggio storico qui un po’ rimaneggiato per renderlo più romantico) diventa la creatura immortale assetata di sangue del mito letterario e cinematografico.,Un’idea se non originale almeno interessante, non fosse che poi la vicenda perde tutte le occasioni di approfondimento tematico e psicologico (su Vlad strappato alla sua famiglia e alla sua terra e costretto a combattere per i Turchi, sul perché decida a un certo punto di tornare a casa e cambiar vita, per esempio) preferendo puntare sulle sequenze di combattimento, senza dubbio spettacolari. Del resto le ragioni delle azioni di Vlad non sono sempre chiarissime né logiche (ma forse è troppo chiederlo a un aspirante blockbuster che conta soprattutto sugli effetti speciali e sull’indubbio fascino di Luke Evans) e anche la sua lotta contro l’impellente sete di sangue procede un po’ a corrente alternata rendendo discontinuo l’andamento del film.,Sono a dire la verità poi un po’ buffe le scene in cui l’eroe mette alla prova i suoi nuovi poteri (la versione vampiresca di Spiderman: ma quello è un ragazzino, qui un condottiero che si dimentica che nel frattempo il suo castello viene dato alle fiamme dai turchi…), ma a pensare di più è anche lo scarso spessore dei personaggi di contorno (che agiscono a scatti, a volte in modo inconsulto, e comunque per noi restano facce senza un nome e una storia) e degli antagonisti, un po’ macchiette sia che si tratti di anonimi giannizzeri che del loro sultano impersonato da Dominc Cooper…,La fine è nota, e anche se ovviamente si fa il tifo per Vlad non ci si appassiona mai davvero alla sua storia. E il finale con una strizzata d’occhio a un possibile sequel contemporaneo (largamente preannunciato dal – troppo – lungo discorso della creatura che passa a Vlad la sua maledizione) è di quelli che fanno scuotere la testa più che fremere per sapere come andrà a finire. Più action che horror, la pellicola farà storcere il naso agli appassionati del (sotto)genere (che troveranno forse troppo pochi riferimenti e ammiccamenti al mito originale) mentre probabilmente non ha glamour a sufficienza per renderla imperdibile a un pubblico più ampio., ,Luisa Cotta Ramosino,