La storia di Colette, che ha perso un fratello per mano degli inglesi, è segnata dall'appartenenza alla sua famiglia. Almeno fino a quando, dopo l'arresto a Londra, Mac – un agente del servizio segreto britannico MI5 – tra lusinghe e minacce la convince a diventare una “talpa”. Tornata in Irlanda, però, la ragazza diventa oggetto dei sospetti dei leader locali dell’Ira e Mac deve intervenire per proteggere la sua copertura. Ma ben presto, a causa dei conflitti interni all’Ira e dei maneggi tra i vari agenti dei servizi segreti, la vita di Colette e della sua famiglia diventa sempre più pericolosa…,Dopo aver messo a rischio la corona britannica in W.E. (la storia, mal raccontata da Madonna, dell'amore tra Edoardo VIII e Wallis Simpson), l’irlandese Andrea Riseborough continua a “combattere” gli inglesi in un tesissimo thriller-spy firmato da James Marsh (Man on wire). Gli anni sono quelli delle prime trattative per la pace in Irlanda del Nord, ma la pace sembra un orizzonte inesistente per la giovane Colette e la sua famiglia. Dopo aver perso un fratello ancora bambino in una sparatoria (morte di cui si sente in parte responsabile) Colette si è fatta coinvolgere, insieme ai due fratelli Gerry e Connor, nella lotta armata. Catturata dall’MI5, a Colette viene offerta la possibilità di collaborare… È solo l’inizio di una escalation di tensione in cui i sospetti dei compagni di lotta, ma anche le rivalità e le strategie nascoste, fanno sì che il rapporto tra Colette e la sua controparte britannica Mac (un Clive Owen in splendida forma) sfili attraverso tutte le fasi, dalla diffidenza alla reciproca preoccupazione, in un mondo in cui sembra per altro che nulla sia da dare per scontato. ,Il ritratto di famiglia e d’epoca riesce ad essere asciutto e coinvolgente al tempo stesso e la giovane protagonista Andrea Riseborugh si fa valere in un cast tutto azzeccato. La fotografia livida del paesaggio e degli interni, le macchie di colore dei soprabiti indossati da Colette per altro senza alcuna malizia, ecco il ritratto di un mondo che Marsh dipinge con spietata imparzialità. ,L’intreccio tra fedeltà a una causa (sia essa la sicurezza nazionale o l’autodeterminazione irlandese) e i rapporti umani e familiari che con essa entrano in conflitto, grazie anche alla distanza temporale dagli eventi (siamo nel 1993, anche se un importantissimo antefatto si svolge addirittura nel 1971), non scivola mai nell’ideologia, ma diventa la chiave di ognuna delle moltissime svolte. Una spy story in cui non si sente mai la mancanza dei mille gingilli tecnologici di cui le moderne storie di spie sembrano ormai non poter più fare a meno. Qui, invece, è il fattore umano (con tutta la sua imprevedibilità) ad essere, da ogni lato della barricata, decisivo. ,Luisa Cotta Ramosino,