Il danese Jacob ha lasciato da anni la patria; ora vive in India, dove lavora per un orfanotrofio. In crisi economica, l’istituto è a un passo dal fallimento quando un’ipotesi di un finanziamento da parte di un miliardario danese porta a malincuore Jacob nel suo paese. Qui l’incontro con il ricco Jorgen non è dei più facili: tanto Jacob è duro, taciturno, quasi sprezzante verso un mondo di privilegi che detesta, quanto l’altro è affabile e superficiale (così sembra…); appena conosciuto, lo invita al matrimonio della figlia. Dove Jacob – che ha un passato oscuro e violento – rivede una sua antica fiamma: la madre della sposa e moglie del possibile benefattore. E al matrimonio, la sposa rivela agli ospiti quanto le rivelarono i genitori: il padre da lei tanto amato non è il suo padre biologico. È l’inizio di una serie di eventi a catena che coinvolgono le vite di molte persone. Perché Jorgen insiste nel trattenere Jacob? Che cosa vuole da lui?,La trama di Dopo il matrimonio è semplice e ingannatrice al tempo stesso, ricca di colpi di scena e al tempo stesso essenziale. Se sarebbe criminale rivelare gli snodi narrativi e, peggio ancora, le motivazioni che si celano dietro alle mosse dei protagonisti (basti dire che il protagonista è Jacob, ma è Jorgen il motore della storia), si deve però ammettere che il film di Susanne Bier (che si rivelò alle attenzioni della critica internazionale l’anno scorso con Non desiderare la donna d’altri) è tra i migliori di questa stagione. Sorretto da attori straordinari, a cominciare da Mads Mikkelsen (visto in Le mele d’Adamo e anche come nemico di James Bond in Casino Royale) e Rolf Lassgard, Dopo il matrimonio parla di paternità, famiglia, amore, responsabilità, sacrificio con rara intensità emotiva. Anche grazie a uno stile teso, nervoso, aggirante, che punta su primi e primissimi piani che rivelano difetti del volto e sentimenti pronti a esplodere, in un melodramma nordico duro e commovente ma mai sentimentale. Una storia difficile da dimenticare, dove fa capolino la morte e la tentazione di abbandonarsi al terrore. Ma anche la grandezza di chi conosce il proprio limite e pensa al futuro dei propri cari che arriva fino all’offerta di sé e di loro.

Antonio Autieri