Trascurabile animazione di produzione coreana e statunitense. Il racconto è assai semplice e indicato per bambini anche molto piccoli. In una piccola città che ospita un parco a tema preistorico, un ragazzino, Dino (in originale si chiama Dodger) è un vero fan sfegatato di dinosauri e, assieme al fido amico Max, cerca qualsiasi cosa appartenga a queste enorme creature: ossa, resti, fossili. Quando per un puro caso fortuito, si ritroverà con l'amico e con la sorella catapultato indietro decine di migliaia di anni nel Cretaceo, potrà finalmente coronare il proprio sogno: incontrare i dinosauri. Storia semplice, dicevamo. Pochi personaggi in campo (i 3 protagonisti, la madre di Dino, uno scienziato e, tra gli animali, un Tyrannosaurus Rex femminile e poche altre creature) per una storia che presenta tutti i cliché di certa narrazione avventurosa: la macchina del tempo, la scoperta di un nuovo mondo, la riscoperta dei legami famigliari tra i protagonisti. Di sicuro, è da apprezzare un notevole ritmo dell'azione (facilitato dalla presenza di uno skateboard 'modificato', su cui viaggia velocissimo il protagonista e che consente un uso spettacolare del 3D), così come la mancanza di mostri particolarmente orribili o sequenze violente rendono il film adatto ai più piccolini. D'altro canto, il livello complessivo è piuttosto basso, a partire dall'animazione discretamente fluida ma priva di prospettiva e del realismo a cui gli Studios d'animazione più grandi ci hanno abituati negli ultimi anni. Nulla a che vedere, insomma con i capolavori Pixar ma anche con la perfezione stilistica dei film targati Dreamworks di cui pur si riprende tanto e non solo le cose migliori. Parecchio sa di già visto: per la costruzione narrativa e degli scenari dei due registi Yoon-suk Choi e John Kafka guardano alla saga de L'era glaciale: il rapporto tra il T-Rex femmina e i ragazzi è figlio dell'episodio n°3 e anche la presenza di un buffo personaggio adottato dal Tirannosauro richiama il ben più noto Sid, mentre da Madagascar e compagnia si cerca di riprendere un certo gusto per le gag fisiche senza dimenticare – ahinoi – una certa dose di peti e rutti di cui si sarebbe fatto volentieri a meno. Un prodotto per tutta la famiglia senza infamia ma anche senza nessuna lode, con pochi spunti che rimangono tali (la passione contagiosa per i dinosauri del protagonista) e con personaggi e situazioni deboli, troppo debitori di film dalla stessa ambientazione ma di ben altra caratura, la già citata serie de L'era glaciale ma anche quella televisiva e discreta delle avventure di Piedino di Alla ricerca della valle incantata.,Simone Fortunato