In Delta, il Po è meta di pescatori di frodo provenienti dalla Romania. Elia, un italiano che vive con loro, li aiuta in questa attività ma si scontra con i pescatori locali. L’insofferenza cresce a dismisura e ci sono scontri ed episodi di intolleranza. Osso, invece, è un uomo molto equilibrato che fa il volontario per un’associazione ambientalista; cerca di difendere il territorio e il fiume ma diventa pronto a tutto quando Elia, braccato e in fuga, gli uccide la sorella…

Delta è il secondo film di Michele Vannucci dopo Il più grande sogno del 2016 ed è prodotto da Groenlandia, la società del regista Matteo Rovere, che ha già realizzato film decisamente originali quali Il primo re, La terra dei figli, Mondocane e il recente Come pecore in mezzo ai lupi, solo per citarne alcuni. Delta è ambientato sulle rive del Po, tra Emilia-Romagna e Veneto; le sue acque torbide e limacciose e la natura non benevola che le costeggia, sono sicuramente tra le protagoniste di questa storia che è sostanzialmente un western moderno, in cui bene e male si confondono. Da una parte abbiamo i pescatori di frodo disposti a tutto pur di guadagnare qualcosa con i loro traffici illeciti, spesso appoggiati da uomini del posto. Dall’altra troviamo la comunità locale che non esista a intraprendere la strada della violenza per liberarsi dei nemici.

Attori principali sono Luigi Lo Cascio, nei panni di Osso, un uomo per natura pacifico e portato alla moderazione che però viene esasperato e spinto alla vendetta ed Alessandro Borghi – che diverse volte ha lavorato per Groenlandia – in quelli di Elia, un burbero e solitario pescatore che le circostanze trasformano in assassino. Quello che vediamo è soprattutto uno scontro tra poveri che vivono di una pesca che non porta ricchezza e benessere ma il minimo per sopravvivere. Il film di Michele Vannucci si muove sempre sul filo della drammaticità e su toni talvolta sopra le righe. Purtroppo – a nostro avviso – il tema della pesca di frodo e dello sfruttamento ambientale lentamente si perdono mentre la storia si trasforma in un revenge movie un po’ troppo prevedibile, sorretto comunque dalla bravura dei due attori principali. Presentato al Festival di Locarno 2022.

Stefano Radice

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