Mercoledì 6 maggio nel teatro dello studio 23 di Cinecittà a Roma si è svolta la premiazione della 71a edizione dei David di Donatello, la serata è stata condotta da Flavio Insinna e Bianca Balti. Mattatore della serata con un tripudio di premi è stato Federico Sossai e la sua opera seconda Le città di pianura, assoluta rivelazione dell’anno sia al botteghino che per la critica e anche appunto ai David: candidato a ben 16 premi se ne aggiudica ben otto, tra cui il miglior film, miglior regia, miglior attore protagonista (Sergio Romano) e miglior sceneggiatura originale.
Come miglior attrice protagonista le candidature erano di grande rilievo: Valeria Bruni Tedeschi (Duse), Barbara Ronchi (Elisa), Valeria Golino (Fuori), Aurora Quattrocchi (Gioia mia), Anna Ferzetti (La grazia) e Tecla Insolia (Primavera). La giuria ha premiato la delicatissima interpretazione di Aurora Quattrocchi nei panni dell’anziana Gela in Gioia mia, film dell’esordiente regista palermitana Margherita Spampinato che ha vinto il David come miglior esordiente.
Il David come migliore attrice non protagonista è stato assegnato a Matilde De Angelis. Questo è il suo secondo David come attrice non protagonista: il primo era stato nel 2017 per L’incredibile storia dell’isola delle rose, mentre in questa edizione ha vinto grazie alla potente interpretazione di Roberta, la compagna di cella di Goliarda Sapienza (Valeria Golino), in Fuori di Mario Martone. A Lino Musella il corrispettivo premio di miglior attore non protagonista per la sua notevole partecipazione a Nonostante di Valerio Mastrandrea.
Un altro film che ha ricevuto un grande consenso, vincendo ben quattro David, è stato Primavera di Damiano Michieletto, che ha conquistato i premi come Miglior colonna sonora, Miglior suono, Migliori costumi e Miglior acconciatura.
Tre premi “tecnici” (Fotografia, Scenografia, Effetti speciali) anche per La città proibita di Gabriele Mainetti, un incredibile film di arti marziali ambientato a Roma con Giallini e la Ferilli che ha davvero stupito pubblico e critica per la coreografia dei combattimenti e la perizia tecnica con cui è stato realizzato.
Tra i grandi nomi, sicuramente gli sconfitti sono Paolo Virzì con Cinque secondi (quattro nomination) ma per soprattutto Paolo Sorrentino, La grazia con Toni Servillo (ben 14 candidature), che non si si sono aggiudicati alcun premio, mentre meglio è andata a Silvio Soldini che per Le assaggiatrici vince tre statuette per il miglior trucco, la migliore sceneggiatura non originale e il premio David Giovani – assegnato da una giuria composta da studenti delle scuole superiori – anche se manca il premio come miglior film, da molti auspicato alla vigilia della cerimonia.
Il David per il miglior cortometraggio va a Everyday in Gaza, regia di Omar Rammal, mentre il premio Premio Cecilia Mangini per il miglior documentario è stato vinto dal documentario diretto da Raffaele Brunetti, Ilaria De Laurentiis, Andrea Paolo: Roberto Rossellini, più di una vita.
Nella categoria miglior film internazionale vince Una battaglia dopo l’altra di Paul Thomas Anderson che la spunta su film ben più impegnati quali Io sono ancora qui di Walter Salles, La voce di Hind Rajab di Kaouther Ben Hania, Un semplice incidente di Jafar Panahi. Forse, visti tutti i proclami politici e gli appelli alla pace fatti da attori e registi durante la serata, ci si sarebbe potuti aspettare una scelta un po’ più coerente dalla giuria premiando uno dei film che hanno raccontato con coraggio e bravura momenti drammatici della storia più o meno recente.
Durante la cerimonia sono stati premiati con il David alla carriera il regista Gianni Amelio, più volte protagonista ai David con 22 candidature e tre statuette (di cui due volte per il miglior film, per Porte aperte e Il ladro di bambini), il grande direttore della fotografia Vittorio Storaro, vincitore nel 1980 dell’Oscar con Apocalypse Now, e il disegnatore Bruno Bozzetto, il padre del Signor Rossi.
Dulcis in fundo, il premio deciso dagli spettatori va al film italiano con il record assoluto di presenze in sala: vince Buen camino, regia di Gennaro Nunziante visto da più di 9 milioni spettatori.
Elenco completo dei David di Donatello 2026
- Miglior film: Le città di pianura
- Miglior regia: Francesco Sossai per Le città di pianura
- Miglior esordio alla regia: Gioia mia
- Miglior attore protagonista: Sergio Romano per Le città di pianura
- Miglior attrice protagonista: Aurora Quattrocchi per Gioia mia
- Miglior attore non protagonista: Lino Musella per Nonostante
- Miglior attrice non protagonista: Matilda De Angelis per Fuori
- Migliore sceneggiatura originale: Le città di pianura
- Migliore sceneggiatura non originale: Le assaggiatrici
- Miglior fotografia: La città proibita
- Miglior montaggio: Le città di pianura
- Miglior scenografia: La città proibita
- Migliori costumi: Primavera
- Miglior trucco: Le assaggiatrici
- Miglior acconciatura: Primavera
- Miglior compositore: Primavera
- Miglior canzone originale: “Ti” da Le città di pianura
- Miglior film internazionale: Una battaglia dopo l’altra
- David alla carriera: Gianni Amelio
- David speciale: Bruno Bozzetto e Ornella Muti
- Premio Cinecittà David 71: Vittorio Storaro