Darkling è ambientato nei boschi del Kosovo. Siamo nel dopoguerra del 2004; la giovane Milica vive ai margini di una foresta con la madre Vukica e il nonno Milutin. Sono protetti dalle forze militari del Kfor guidate dalla Nato che ogni giorno accompagnano la ragazza a scuola. Di notte, però, accade qualcosa di strano e inquietante; qualcosa o qualcuno entra nel recinto della casa uccidendo prima un vitello e poi le galline del pollaio. La tensione sale e la famiglia si sente sempre più minacciata dai nemici…

Darkling, diretto dal regista serbo Dušan Milić, affronta il tema drammatico delle conseguenze della guerra in Kosovo. Al termine del conflitto, migliaia di famiglie serbe furono costrette a lasciare il Paese, le loro case requisite o abbattute, così come le chiese. Il regista sceglie atmosfere thriller e horror e l’oscurità per raccontare questo dramma. I nemici non si vedono, si percepiscono. Non ci sono scene di violenza ma tutto è descritto prendendo come punto divista quello di Milica, Vukica e Milutin. Sono le loro paure il cuore del film. Si sentono minacciati, accerchiati, in costante e crescente pericolo. Probabilmente è soltanto un lupo a uccidere il vitello e le galline di Miliutin ma quello che conta è il terrore che si genera nella famiglia spingendola comprensibilmente alla paranoia e quasi alla follia.

Sono le conseguenze e i traumi psicologici generati dalla guerra che interessano a Dušan Milić in un racconto caratterizzato da un pathos crescente che culmina nella classica notte horror – un po’ troppo tirata in lungo – con fulmini e tempesta e con un incendio che incenerisce la casa, azzerando ogni possibile speranza. Molto convincenti le performance del cast, a iniziare dalla giovane Miona Ilov (Milica) per continuare con Danica Curcic (Vukica) e Slavko Stimac (Miliutin).

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