Sulle prime si resta disorientati: che senso ha la storia di quattro universitarie che si propongono di cambiare i costumi dei loro coetanei attraverso l’igiene personale, le buone maniere e, non ultimo, il ballo? Violet, Rose, Heather e la matricola Lily (quattro nomi – non a caso – floreali) vivono e studiano al Seven Oaks College, uno dei tanti luoghi lindi e ordinati del New England e la loro vicenda potrebbe essere ambientata ai giorni nostri come trent’anni fa. I progetti del quartetto capeggiato da Violet sono ambiziosi, come sostenere iniziative filantropiche, tenere in piedi il “Centro per la prevenzione dei suicidi”, che distribuisce gratis ciambelle, ma solo ai veramente depressi; dare appuntamenti a ragazzi stupidi perché possano migliorare la loro condizione e la loro autostima; da ultimo, lanciare la “Sambola”, un nuovo ballo da lei inventato che dovrà spopolare nel campus. A completare l’ambiente una serie di personaggi bizzarri, studenti più o meno depressi, tra cui spicca Thor, che non ha frequentato né l’asilo né la prima elementare, in quanto troppo intelligente, ma che per questo adesso non sa distinguere i colori perché nessuno gliel’ha insegnato. Ragazze allo sbando è diretto con eleganza da Whit Stillman, lo stesso regista di The Last Days of Disco del 1998, che aveva anch’esso come protagoniste alcune ragazze in cerca di una loro collocazione sociale. Ma in quest’ultimo il regista rende l’atmosfera molto più particolare, aggiungendo una serie di simpatiche stupidaggini e digressioni che all’inizio possono frastornare lo spettatore, ma che riportano il film alle atmosfere della “screwball comedy”, dove il candore dei personaggi e il “nonsense” delle situazioni danno un ritmo elegante e ironico, che si rifà alle opere di Howard Hawks ma anche ai balletti dei musical con Fred Astaire. Questo grazie anche alla recitazione delle interpreti, che ondeggia tra un distacco sussiegoso e una sincera partecipazione ai (presunti) drammi altrui, merito soprattutto della protagonista Greta Gerwig (già vista con successo ne Lo stravagante mondo di Greenberg).,Beppe Musicco