Film insolito, a firma di Luc Besson, non nuovo ai gangster movie (vi ricordate di Léon con Jean Reno?), ma che riesce a far convivere adeguatamente romanticismo e violenza in un film dai toni farseschi, che può contare su tre interpreti di consumata esperienza e che si muovono in perfetta sintonia. Giovanni Manzoni (De Niro) si fa chiamare Fred Blake e vive in Francia con la moglie Maggie (la Pfeiffer) e i due figli, ma al minimo rischio è costretto a cambiare luogo, visto che, da quando ha fatto tutti i nomi ai federali, la “famiglia” ha messo una taglia di venti milioni di dollari sulla sua testa. Così dalla placida Costa Azzurra il suo agente di controllo (Tommy Lee Jones) lo sposta in un paesello della Normandia. Posto placido e senza rischi, dove tutto andrà bene, come continua a ripetere il protagonista (che trovata una vecchia macchina da scrivere pensa alle sue memorie) ai famigliari. Il pubblico si culla in questa apparente tranquillità per una manciata di minuti, fino a scoprire di che pasta siano fatti i Manzoni. I figli, appena iscritti al liceo locale, si comportano proprio da “bravi ragazzi”: lui prende in mano il traffico delle sigarette e delle pastiglie, facendo picchiare i potenziali concorrenti; lei, per difendersi dalle avances di un compagno di scuola, gli cambia i connotati a suon di racchettate da tennis. Non che Maggie sia diversa: poco incline a sopportare i luoghi comuni dei francesi sugli americani, se da una parte recita il ruolo della perfetta e ospitale padrona di casa, dall’altra è capace di vendicarsi a suon di esplosioni di chi la tratta con sufficienza. E Giovanni/Fred, insoddisfatto degli idraulici francesi, ha anche lui un suo metodo per impedire che dal rubinetto continui a uscire acqua marrone.

La splendida nonchalance con la quale Michelle Pfeiffer recita il ruolo della casalinga annoiata coi bigodini in testa, della moglie che si preoccupa del marito e al tempo stesso di quella che sa usare il coltello per usi molto differenti dal cucinare, vale da sola il prezzo del biglietto (e vale anche la pena andare a rivedersi un suo vecchio film analogo, Una vedova allegra…ma non troppo). Ma la vera strizzatina d’occhio al pubblico Besson la riserva quando il protagonista (che si spaccia per scrittore), viene invitato al cineclub locale per presentare un vecchio film con Frank Sinatra, ma per uno scambio di pellicole arriva invece Quei bravi ragazzi di Scorsese. “Se la sente di dire qualcosa sul film?” chiede il conduttore a De Niro. E come no. Buon divertimento.

Beppe Musicco