Al festival di Venezia 2013, fuori concorso, fu una piccola grande sorpresa. Un film di soli 35, mix di documento e finzione, asciutto ed essenziale ma in grado di emozionare come pochi altri titoli nelle varie sezioni e di far aprire gli occhi su una realtà e su un fatto di cronaca poco conosciuti (ottenendo consensi unanimi e vari premi). In forza di queste qualità, Con il fiato sospeso gira nelle sale italiane con un piccolo tour, da solo (a prezzo ridotto) o accompagnato ad altri titoli per fare la lunghezza di uno spettacolo cinematografico classico.,Il film è ispirato al memoriale di Emanuele, un dottorando nel Dipartimento di Scienze Farmaceutiche dell’Università di Catania, morto di tumore al polmone nel dicembre 2003. Lui non si vede, se non in fotografia, ma le parole della sua denuncia vengono recitate da Michele Riondino. In parallelo conosciamo la storia della giovane Stella, studentessa di Farmacia all'università, che mentre lavora alla tesi viene inserita in un gruppo di ricerca. Dal dialogo di Stella con un’interlocutrice che non vediamo (qualcuno che indaga su queste malattie, sembrerebbe), scopriamo che la ragazza e altri giovani del gruppo hanno iniziato ad avvertire malsano l’ambiente del laboratorio, a star male, a registrare le risposte evasive o falsamente rassicuranti dei professori (che nel gruppo hanno anche loro figli). Intanto un’amica, Anna, aveva lasciato gli studi per suonare in un gruppo punk e voleva che Stella abbandonasse il laboratorio. ,Stella è, al contrario di Emanuele, un personaggio di fantasia che assorbe le storie di vari studenti. Insieme, le loro vicende ci consegnano una storia allucinante e doverosamente portata alla luce, di tradimento delle speranze di giovani affamati di conoscenza e di possibilità per il proprio avvenire.,Le parole del diario di Emanuele sono taglienti e fanno soffrire, ma mai come lo sguardo smarrito, incredulo, fragilissimo di Stella, interpretata da un’Alba Rohrwacher a dir poco strepitosa. Impossibile non commuoversi nel finale, quando balbetta parole smozzicate di fronte a un futuro incerto. Difficile non soffocare un piccolo disappunto per una bellissima performance che rischia di rimanere invisibile (meritoria l’idea di far circolare nelle sale un mediometraggio, taglio che in genere viene confinato nei festival): un vero peccato che Costanza Quatriglio, apprezzata documentarista, non abbia sviluppato la storia fino a una lunghezza classica per poter farla conoscere a un pubblico più ampio e per valorizzare una prova da grande attrice, fatta di tecnica eccelsa ma anche di grande sensibilità. Comunque da vedere, se appena se ne ha la possibilità.,Antonio Autieri,Proiezioni:,2 ottobre, Cineteca di Bologna – cinema Lumière,4 ottobre, Roma – Nuovo Cinema Aquila (rassegna); dal 5 al 9 ottobre (programmazione),13 ottobre, Firenze (festival); dal 14 al 18 ottobre (programmazione),25 ottobre Milano – Spazio Oberdan (rassegna). In seguito sarà programmato al Cinema Mexico,Inoltre Con il fiato sospeso continua la programmazione a Catania, al Cineteatro Francesco Alliata, fino al 9 ottobre