Noomi Rapace (nota anche al pubblico italiano per i titoli della serie Uomini che odiano le donne) è Alice Racine, un’agente operativa della CIA che, dopo un’operazione fallita a Parigi che ha causato vittime civili, è passata a incarichi sedentari a Londra, conducendo interrogatori presso l’ufficio immigrazione. Lì riesce ad avere delle informazioni su un possibile attentato terroristico nella capitale inglese e le passa al suo capo. Ma qualcosa non quadra, e scopre che la situazione è molto più complicata. Ma il risultato immediato è che Alice deve tornare a prendere le armi e ricominciare a difendersi seriamente. A schierarsi dalla sua parte sembra esserci solo Jack Alcott, un ex marine che per campare ora svaligia appartamenti e che decide di aiutarla per evitare che la città sia avvolta dalla nube di un virus mortale.

Classico e ben confezionato thriller di spionaggio, Codice Unlocked ha dalla sua il fatto di avere la novità di una donna protagonista, in un film che per l’azione vorrebbe evidentemente ispirarsi alla serie di Jason Bourne. Diretto da Michael Apted, che dalla sua ha la direzione di un Bond, 007 Il mondo non basta, il film ha alcune interessanti scene d’azione nella parte finale, ma sconta alcune piattezze nel corso della storia; soprattutto dispiace lo scarso sfruttamento di attori come John Malkovich e Toni Collette, che meriterebbero ben altro ruolo, ma le cui brevi apparizioni servono probabilmente solo per mettere il loro nome nei credits. In compenso la presenza di Michael Douglas appare decisamente fuori posto in un ruolo paternalistico e mai veramente credibile. A Noomi Rapace non rimane che portare tutto il peso del film sulle sue spalle, cosa che fa egregiamente, anche mostrandosi abbastanza sorpresa dai colpi di scena finali, cosa che non si esclude possa accadere anche allo spettatore (sempre che non ci sia arrivato molto prima).

Beppe Musicco