Si chiamava Jean-Philippe Smet, ma il suo nome d’arte era Johnny Hallyday. Nato a Parigi nel 1943, scomparso a 74 anni lo scorso 6 dicembre, è stato un cantante famosissimo nel suo paese dove importò il rock: una vera icona della musica francese e non solo (ha venduto nel mondo oltre 100 milioni di dischi), un vero simbolo nazionale come hanno dimostrato i funerali diventati lutto per un intero popolo.

Ma anche il cinema – seppur in secondo piano nella sua carriera – ha goduto del suo talento in più occasioni, grazie anche a quella faccia da adorabile gaglioffo o da duro (sempre più pieno di rughe, con il passare degli anni) che poteva prestarsi a storie d’amore come di gangster. Tra gli oltre trenta film in carriera ce ne sono alcuni titoli decisamente importanti come – tra gli altri – Il detective di Jean-Luc Godard, Consiglio di famiglia di Costa-Gavras, l’ottimo noir Vendicami di Johnnie To. E se gli ultimi suoi film sono tutt’altro che memorabili (due Lelouch, di cui uno uscito pochi mesi fa anche in Italia: Parliamo delle mie donne), noi lo vogliamo ricordare con una delle sue interpretazioni migliori: quella nel bellissimo L’uomo del treno di Patrice Leconte, in cui duettava alla grande con un gigante come Jean Rochefort (una carriera dedicata invece tutta alla recitazione, tra teatro, tv e appunto cinema), scomparso anche lui appena due mesi fa. E se ricordate il finale del film, questa doppia scomparsa ravvicinata fa venire i brividi… Come omaggio a questi due grandi di Francia ecco una scena del film, sicuramente da recuperare.