Alcuni anni dopo la sua rocambolesca fuga, il pericoloso Riddick viene chiamato sul pianeta Helion per salvare il mondo da un popolo spietato: i Necromonger.,Un grosso budget a disposizione spesso non garantisce un buon film di fantascienza: ne è la riprova Chronicles of Riddick, sequel poco riuscito di Pitch Black, il thriller a basso costo uscito nel 2000.,Un film gonfiato con steroidi digitali: ambientazioni dark, eserciti schierati, interi pianeti distrutti. Ormai con il computer si può far di tutto e Twohy riempie il proprio film di scenari che vorrebbero essere spettacolari ma che sortiscono l’effetto contrario, schiacciando una storia che presenta pure alcuni buoni spunti (ed evidenti riferimenti all’attualità: I Necromonger conquistatori che distruggono o convertono; l’ambientazione arabeggiante…) ma che alla fine è in funzione solo dell’esibizione di effetti artificiali. Tutto sa di plastica ed è poco originale, dalla mitologia a cui si ricorre, che, tra Furiani, oracoli ed eletti richiama Star Trek, Matrix e persino Minority Report (nella scena della tortura subita da Riddick), alla rappresentazione visiva dei Necromonger e delle bestie che popolano le carceri di Crematoria, vicina a certe scene de Il signore degli anelli.,Scene di battaglia confuse, psicologia ridotta al minimo, interpretazione mediocre (anche se al povero Diesel, più che far sfoggio del muscoli, si può chiedere veramente poco), parecchi personaggi non necessari (la Dench e la Newton) e un finale aperto che rimanda ad un terzo, temibile episodio: la fantascienza non abita più qui.,Simone Fortunato,