Basato sull’omonimo romanzo di Jane Harper del 2016, Chi è senza peccato (in originale The Dry, la siccità) è ambientato a Kiewarra, una città immaginaria del sud-est australiano che soffre di una siccità che dura ormai da quasi un anno.  Aperto da un montaggio iniziale di campi aridi, zolle screpolate e grandi panorami di terra deserta che sottolineano la lontananza di Kiewarra da altri luoghi abitati, il film di Connolly mostra le conseguenze di quella che sembra senza dubbio un efferato omicidio in una fattoria: schizzi di sangue, una madre e un bambino morti, una bambina che piange nel suo letto, il cadavere del padre che pare essersi suicidato dopo aver trucidato la famiglia. A ore di distanza in un grattacielo di Melbourne, il detective Aaron (Eric Bana) esamina la segreteria telefonica e la lettera che lo chiamano a casa per affrontare una sorta di resa dei conti, che viene spiegata da una serie di flashback dell’adolescenza di Aaron a Kiewarra. Ricordi che iniziano con placide scene idilliache: i pigri pomeriggi a galleggiare in un torrente con i suoi amici Luke, Gretchen ed Ellie, ma che presto diventano un incubo alimentato dal senso di colpa di Aaron, quando il ricordo giunge al cadavere di Ellie recuperato dall’acqua.

A Kiewarra Aaron affronta un misto di curiosità per il suo status di celebrità come poliziotto (la risoluzione di un difficile caso gli è valsa la notorietà su stampa e tv) e aperta ostilità: quasi tutti nella piccola città in cui sono avvenuti gli omicidi disprezzano Aaron per il suo legame con lo scandalo accaduto vent’anni prima. A controbilanciare la rabbia dei parenti di Ellie (convinti che da giovane Aaron sia stato l’omicida o abbia comunque coperto l’assassino), compare convenientemente Gretchen (Genevieve O’Reilly), ora madre single e contadina (con una certa raffinatezza da cittadina) che sembra aver aspettato per tutto questo tempo che Aaron, suo vecchio fidanzato, tornasse a casa e iniziasse flirtare di nuovo con lei.

All’inizio Aaron indaga sugli omicidi come un favore ai genitori di Luke, che non credono che il figlio abbia potuto uccidere la moglie e il figlio prima di spararsi. Ma diverse discrepanze nel caso e una miriade di segreti di provincia creano ulteriori dubbi nel poliziotto.

La riuscita tensione drammatica in Chi è senza peccato provengono senza dubbio dall’ambientazione, che fa da scintilla (mentre gli animi di Kiewarra si infiammano per l’estraneo che crea problemi con tutte le sue domande imbarazzanti, è difficile immaginare una conclusione che non implichi un incendio che incenerisca la città), e dai continui flashback nella testa di Aaron man mano che si avvicina sempre di più alla verità sulla morte di Ellie. Una verità che finalmente restituirà anche la pace al protagonista.

Beppe Musicco

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