Un assolato campo da tennis, due instancabili giocatori, le racchette in aria, gocce di sudore che scendono lentamente sui giovani volti contratti dallo sforzo. Una tensione immobile. Così si apre Challengers (2024), ultimo film di Luca Guadagnino che, dopo il terrificante Bones and all (2022), distende i nervi e ci propone una storia del tutto diversa, dall’atmosfera patinata e frizzante.

Anche stavolta, una storia d’amore, o meglio due … anzi, tre? Tashi Duncan (Zendaya) è una giovane e bellissima promessa del tennis. Astuta e senza scrupoli non può fare a meno di divertirsi quando Patrick (Josh O’Connor) e Art (Mike Faist), due abili tennisti, mettono a repentaglio la loro profonda amicizia per conquistarla. Tra manipolazioni e segreti, i protagonisti si ritrovano presto in un tortuoso rapporto a tre che li porterà a scontrarsi sull’unico campo che conoscono bene: quello da tennis. Come ben sappiamo, però, a questo sport si può giocare solo in due.

Zendaya, amatissima dal giovane pubblico e non solo, ci aveva già conquistati col suo ruolo di primo piano nella serie tv Euphoria, e qui non è da meno: recita alla perfezione il ruolo della magnetica Tashi, luminosa e spietata, fredda ed intensa. Allo stesso modo, Josh O’Connor e Mike Faist intrattengono lo spettatore con continui scambi di potere, in una lotta senza sosta per la vetta più alta: chi avrà la meglio? Chi conquisterà Tashi? Chi vincerà l’ultima partita?

Sicuramente Challengers non manca di imperfezioni e la gigantesca mossa commerciale attuata per promuoverlo rischia di attirare molta più attenzione della pellicola stessa, che non è certo il lavoro migliore del regista. Tuttavia, nonostante alcuni cliché e un’assordante musica techno che accompagna i dialoghi più intensi (c’è chi l’ha amata e chi non ne poteva più), la storia è ben costruita, a tratti divertente, e capace di tenere alto l’interesse fino all’ultima battuta.

Particolarmente riuscita, la rappresentazione della relazione a tre che unisce i protagonisti è un filo spinato che passa doloroso tra sentimenti, sogni e macchinazioni di ciascuno di loro, intrappolandoli in una partita che pare non avere fine. Insieme al tennis, forse, Tashi, Art e Patrick sembrano giocare anche a domino: se cade uno, cadono tutti.

Maddalena Villa

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