Diciamo subito che non delude le aspettative Cattivissimo Me 3, terzo capitolo della fortunata saga d’animazione creata da Illumination Entertainment. In questo nuovo episodio ritroviamo Gru (ex cattivo) che forma una bella famiglia insieme all’amata Lucy e alle tre piccole Margo, Edith e Agnes. Ma dopo essere stati battuti dal perfido Balthazar Bratt Gru e Lucy perdono il proprio lavoro da agenti segreti. Inoltre Gru deve affrontare la rivolta dei Minions, che stanchi di servire il bene decidono di abbandonarlo per cercarsi un nuovo cattivo. Quando tutto sembra andare per il verso storto, Gru scopre di avere un fratello gemello, Dru, di indole buona e pacifica (e dalla folta chioma bionda), che ha un solo sogno: diventare un supercattivo come Gru e come il loro padre prima di lui, per continuare la tradizione di famiglia. Gru decide allora di buttarsi in una nuova avventura e rubare un gigantesco diamante dalle mani di Bratt…

Anche in questo nuovo capitolo le risate non mancano, sebbene dal punto di vista della storia Cattivissimo Me 3 sia forse il capitolo più debole della serie e si avverta una certa fisiologica fatica nel ricercare nuovi spunti per portare avanti i personaggi. Gru, nelle sue azioni, non è tanto mosso dalla volontà di ridiventare cattivo, quanto dalla determinazione a riconquistare il proprio lavoro da “buono” accanto alla moglie. Non è quindi, come potrebbe sembrare, la dicotomia buono/cattivo il fulcro del film, ma è ancora una volta la famiglia anche in senso “allargato”: Gru, quando ha ormai accettato e interiorizzato la propria paternità, si trova a dover affrontare la sorpresa di avere un fratello, con cui deve costruire da zero un nuovo rapporto, mentre Lucy è alle prese per la prima volta con le difficoltà e i dubbi di essere madre. In tutto questo i Minions vengono giocoforza relegati in un ruolo di secondo piano, e anche se le loro varie performance restano senza dubbio esilaranti (a un certo punto finiscono addirittura in prigione, diventando i boss del carcere), le sequenze a loro dedicate risultano un po’ slegate dal resto della storia; così come slegata è la vicenda della piccola Agnes, decisa a incontrare un vero unicorno. Il punto di forza del film è sicuramente Balthazar Bratt, un cattivo coi fiocchi: ex bambino prodigio negli anni 80, quando era protagonista di una popolare serie tv, poi caduto in disgrazia, vive costantemente nella nostalgia di quegli anni e vuole attuare nella realtà le malefatte che da piccolo realizzava in televisione. Pettinatura improbabile, spalline imbottite, Bratt combatte a suon di musica dance e gomme da masticare gonfiabili. Un effetto nostalgia molto divertente e che ha parecchia presa, anche grazie a una colonna sonora strepitosa in cui figurano brani di Michael Jackson, Madonna e A-ha, sugli spettatori più adulti che ben ricordano quegli anni. Da questo punto di vista la Illumination si conferma insuperabile nel creare film perfetti per tutta la famiglia e fruibili da differenti fasce di pubblico; possiamo affermare con convinzione che anche con questo terzo episodio il divertimento, per grandi e piccini, è assicurato.

Maria Elena Vagni