Creato nel 1941, prima ancora di Pearl Harbour e dell’entrata in guerra degli Stati Uniti, Capitan America (non a caso chiamato “il Primo Vendicatore”) è una delle prime figure di super eroi uscita dagli inchiostri della Marvel (quando ancora non aveva nemmeno questo nome). Disegnato con chiaro intento patriottico, per sostenere il coinvolgimento degli americani in una guerra da combattere tutta fuori dei propri confini, Capitan America si distingueva anche per il costume dai colori della bandiera e uno scudo con la grande stella bianca che lo rendeva praticamente invulnerabile. Nonostante il suo appellativo, Capitan America arriva al cinema dopo Hulk, Iron Man e Thor, altri vendicatori che con alterne fortune sono passati al grande schermo. Un’esitazione comprensibile, vista la precisa collocazione temporale del super eroe, che combatte a fianco dei soldati americani in Europa, ma anche per il tono trionfalistico che accompagnava ogni avventura, nella quale a essere sconfitti erano personaggi malvagi che fiancheggiavano il nazismo. ,La scelta della Marvel è stata quella di puntare innanzitutto su protagonista e regista. Il primo, Chris Evans, per la notorietà, avendo già interpretato l’Uomo Torcia ne I Fantastici 4, dove si distingueva per il carattere da sbruffone e le acrobazie fiammeggianti; il secondo, Joe Johnston perché, dopo aver iniziato la sua carriera sotto l’ala di George Lucas va ricordato soprattutto per due film, Rocketeer (un originale e brillante super eroe) e quel gioiellino che è Cielo d’ottobre, su un gruppo di ragazzini appassionati di astrofisica: entrambi titoli che guardano con affetto alla gioventù, col suo carico di innocenza e aspettative. Caratteristiche che ritroviamo da subito nel film, quando viene presentato Steve Rogers, ragazzo di Brooklyn dal fisico mingherlino ma buono, generoso e anche spavaldo, visto che non esita a confrontarsi fisicamente con chi è molto più grosso di lui. Steve Rogers ha un unico grande sogno, quello di arruolarsi, e l’occasione gli viene data da uno scienziato che lo sceglie per sperimentare un fluido in grado di potenziare l’organismo e renderlo incredibilmente forte e veloce. Steve Rogers diventa così Capitan America, il cui primo, grande nemico sarà il Teschio Rosso (Hugo Weaving, che sembra ancora nel ruolo di The Matrix), un nazista che ha scoperto il segreto dell’energia del dio Odino e che vuole soggiogare tutto il pianeta. I toni caricati e i cliché del film (i cattivi sono odiosi, i capi dell’esercito sono burberi, le musiche sono sempre marce trionfali) non sono però privi di ironia, e l’ambientazione realistica, che mischia spezzoni di cinegiornali alle scene del film, valorizzano i cromatismi tipici del fumetto ma anche la caratterizzazione di personaggi e interpreti: dal protagonista, a Tommy Lee Jones nel ruolo dello scorbutico colonnello, alla bella agente speciale Carter (Hayley Atwell), fino alla comparsa di Richard Stark, futuro padre di Iron Man. E, per finire, il solito cameo del creatore della Marvel, Stan Lee, che sembra divertirsi più di tutti.,Beppe Musicco,