Ascanio Gaetano Cavallini (De Sica) è un principe squattrinato; Luigi Pinardi (Salemme), un notaio stufo del suo matrimonio; Alberto Dominici (Mattioli), un imprenditore che froda il fisco; Rosaria Micciché (Teresa Mannino) una manager siciliana trapiantata al Nord che vive in funzione della tecnologia; Leonardo Lo Bianco (Banfi), un parlamentare corrotto, Cecco (Paolo Conticini) un ultras della Fiorentina e Romeo Telleschi (Abatantuono) un milanese che vive in Puglia dove cerca di vendere improbabili prodotti domotici. Questi sono i protagonisti che animano Buona giornata, il nuovo film di Carlo Vanzina, scritto come sempre insieme al fratello Enrico, in cui in chiave da commedia, vengono rappresentati i vizi e le virtù degli italiani. Di tutti i personaggi viene rappresentata una giornata, dall’alba fino alla mattina seguente; ci si sposterà da Milano a Roma, da Verona a Napoli, da Firenze a Bari per seguire le vicende tragicomiche di tutti i personaggi. C’è solo un problema. Se uno degli scopi del film era anche quello di far ridere, non ci riesce quasi per niente. Lo spettatore si trova di fronte a dei cliché già visti e rivisti, dal marito fedifrago all’imprenditore che non vuole pagare le tasse, dal politico che rischia di essere incriminato al tifoso di calcio disposto a tutto purché la sua squadra vinca. Non manca neanche l’onorevole col vizietto dei trans… Situazioni, però, che non sorprendono lo spettatore e non lo fanno divertire. Si salvano giusto i protagonisti, i bravi De Sica, Abatantuono, Banfi, Salemme e Mattioli, con qualche battuta e con il mestiere (decisamente sprecato il talento di Teresa Mannino). Sinceramente, è un po’ poco.,Stefano Radice,