Bugiardo seriale ha per protagonista Jérôme, un mentitore compulsivo. Ogni scusa è buona per giustificare il suo comportamento. Si inventa di avere la casa allagata, di dover donare un rene al fratello, di conoscere Guerra e pace a memoria e di avere schiere di ragazze innamorate di lui, compresa la cognata. La famiglia e gli amici non sopportano più le sue continue bugie e fanno di tutto per fargli cambiare atteggiamento. Non ascoltando ciò che gli viene rimproverato, Jérôme sprofonda sempre di più nelle bugie fino al giorno in cui una maledizione lo colpisce: tutte le sue menzogne prendono vita e si trasformano in un vero incubo.

Remake di Menteur, film canadese del 2019, Bugiardo seriale è diretto da Olivier Baroux e ha come protagonista Tarek Boudali (Alibi.com). Si tratta di una commedia un po’ banale e scontata, che ha certamente anche uno scopo educativo-moralistico, ovvero meglio non dire le bugie, ma che non riesce mai veramente a decollare. Lo spunto potrebbe anche essere divertente – ritrovarsi la vita stravolta dalle proprie stesse menzogne – ma con il passare dei minuti le situazioni raccontate e le gag finiscono con l’essere noiose, in particolare quelle ambientate nel mondo del lavoro o in famiglia. Tarek Boudali prova a reggere il film praticamente da solo ma non riesce mai ad essere convincente e, in più, non è circondato da comprimari all’altezza del compito, se si fa eccezione per Artus nei panni del fratello Thibault, anche lui vittima delle bugie di Jérôme. Molto deboli e un po’ macchiettistiche le figure dei genitori e della cognata Virginie (Louise Coldefy) mentre la storia sentimentale tra il protagonista e Chloé (Pauline Clément) è piuttosto scontata. Peccato perché c’erano i presupposti per un film gradevole e brillante che però non è riuscito.

Stefano Radice

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