Vincitore del premio del pubblico al Sundance Festival, Brittany non si ferma più viene distribuito esclusivamente online sulla piattaforma Amazon Prime. Ispirato a una storia vera, il film è la storia della poco meno che trentenne Brittany (Jillian Bell), newyorkese dal lavoro precario, sovrappeso e con scarsa stima di sé. Dopo una visita dal dottore, che le dice che il suo stile di vita a base di alcolici e cibi grassi può compromettere seriamente la sua salute, accetta (molto controvoglia) di iniziare a correre. Con le sue vecchie All Star l’inizio sarà il suo isolato, poi due isolati, poi si farà convincere dalla vicina Catherine (Erica Hernandez) ad unirsi a un gruppo di runner amatoriali (indossando però un fiammante paio di scarpe da corsa). Contagiata dall’atmosfera amicale di Catherine e di Seth (un altro che ha iniziato a correre da adulto), deciderà di imbarcarsi nella preparazione atletica per poter partecipare alla famosissima Maratona di New York.

Costruito come un percorso motivazionale, anche se infarcito di momenti umoristici e battute argute, il film di Paul Downs Colaizzo – che comunque racconta una storia vera, come si vede sui titoli di coda – sembra più che altro pagato dai venditori di scarpe sportive. Evitando però ogni possibile sarcasmo per un ipotetico proselitismo, il film si premura di scegliere i momenti comici ironizzando su quelli che corrono, e come sia molto più comodo starli a guardare piuttosto che unirsi a loro. Ma l’effetto moralistico è comunque inevitabile. Anche quando Brittany si innamora del suo collega Jern (Utkarsh Ambudkar), col quale divide i turni di dog sitting e la casa dei padroni quando sono assenti, e che non ha nessun interesse per lo sport, le scene sembrano solo un riempitivo tra un allenamento e l’altro.

Ovviamente la perdita di chili vorrà dire anche nuove soddisfazioni personali e professionali per Brittany, che troverà il lavoro che desiderava e l’amore che sognava. Simpatica la protagonista, meno i suoi amici (veri o falsi che si dimostrino), il film – classico film alla Sundance, con pregi e difetti annessi – corre prevedibilmente verso l’apoteosi finale con ampiezza di scene dal vivo dei runners che arrivano da tutto il mondo per i 42 Km più alla moda del momento. E che presumibilmente si incrementeranno anche di qualche entusiasta spettatore del film.

Beppe Musicco