Brigitte Bardot Forever è ambientato a metà del XX secolo nella Polonia comunista. L’adolescente Adam vive con la madre e attende da sempre il ritorno del padre, disperso dopo la Seconda guerra mondiale. Quando la polizia segreta irrompe nella sua abitazione e tormenta la madre, Adam si rifugia in un cinema che proietta Il disprezzo di Godard e si ritrova catapultato nelle stanze private di Brigitte Bardot. Il misterioso hotel è abitato da affascinanti personaggi sia di fantasia sia reali. Adam si ritrova così accompagnato da Simon Templar, Liz Tyler e i Beatles nella ricerca di suo padre.

Diretto da Lech Majevski (I colori della passione) e tratto dal romanzo dello stesso regista Brigitte Bardot the Wonderfull, Brigitte Bardot Forever è un inno al potere della fantasia e del cinema contro le oppressioni di tutti i regimi, in particolare quello comunista. Adam (Kacper Olszewski) è un bambino/ragazzo di animo ribelle rispetto alle istituzioni, sia a scuola con il suo comportamento non ortodosso, sia in casa, dove non gradisce le visite degli ispettori di polizia che colgono ogni occasione per presentarsi alla porta, “corteggiare” l’amata madre (Magdalena Rózczka), e capire che cosa sappiano delle sorti del padre. E’ un disertore oppure prigioniero politico in Siberia? Adam nella sua cameretta ha una serie di poster che sottolineano la sua passione per il cinema e la musica. E proprio un pomeriggio, uscendo di casa per non avere a che fare con la polizia, la visione di Brigitte Bardot in Il disprezzo di Godard, gli apre un mondo di fantasia. Brigitte Bardot Forever diventa quindi un film avventuroso, con una porta misteriosa che si apre sulla Siberia. Inizia quindi un viaggio all’interno di un hotel magico, misterioso e anche un po’ sinistro, in cui la stessa Bardot (Joanna Opozda), Liz Tyler, i Beatles vestiti come in Sg.nt Pepper – molto convincenti le loro apparizioni – o Simon Templar, cercheranno di guidarlo, di dargli indicazioni sul padre. Lentamente, però, l’hotel da luogo di svago e avventura, diventa un luogo controllato dalla polizia e dal regime. Unica possibilità di salvezza, scappare su un razzo verso gli Stati Uniti.

Il messaggio che Majevski lancia è molto chiaro, così come il percorso formativo e di crescita di Adam che matura e che sviluppa un sentimento vero verso una sua coetanea. Tuttavia, la realizzazione del film e alcuni suoi snodi non sono sempre efficaci e il racconto si perde un po’ dopo una prima parte brillante e convincente.

Stefano Radice

Clicca qui per rimanere aggiornato sulle nuove uscite al cinema

Clicca qui per iscriverti alla newsletter di Sentieri del cinema

Clicca qui per iscriverti al nostro canale Youtube