Ci sarebbero legittime aspettative, nell’appressarsi a guardare La mia migliore nemica: due attrici giovani, belle e di indiscussa capacità: la Hathaway è stata paragonata, forse con un pizzico di enfasi, a “un concentrato di Julia Roberts, Audrey Hepburn e Judy Garland”. In più, una storia che dovrebbe valorizzare gli screzi tra donne, argomento che ha sempre offerto infiniti spunti e dialoghi a quello stile denominato “sofisticated comedy” che ha raggiunto il suo apice negli anni ’40 a Hollywood, ma i cui strascichi arrivano ai giorni nostri (vedi il fortunatissimo Il matrimonio del mio migliore amico, appunto con la sunnominata Roberts). Da ultimo, la presenza di Candice Bergen poteva dare un tocco di classe, un po’ come faceva Kay Thompson in Cenerentola a Parigi con la Hepburn e Fred Astaire. Nonostante tutte queste belle premesse, il film è terribilmente deludente. La storia delle due amiche che, ancora bambine, rimangono incantate da un matrimonio al Plaza (uno tra i più stupendi alberghi di Manhattan) e decidono che non si sposeranno altrove, e ognuna sarà damigella dell’altra, perde smalto non appena le bambine crescono. Le due giovani in attesa che i rispettivi conviventi si dichiarino, non sono né credibili né spiritose, e i dialoghi (non appena i due giuggioloni presentano l’anello) si trasformano in una interminabile serie di gridolini e urletti, che evidentemente dovrebbero nascondere i buchi del copione. Per nulla aiutate dai caratteristi di sesso maschile (tre attori dalle facce così scialbe che è anche facile confonderli), le protagoniste cercano di compensare con smorfie e moine, ma è tutta la storia che non diverte, prevedibile com’è fin dal trailer, quando si rivela l’errore nel fissare le date e che trasforma l’amicizia in una serie di dispetti assai poco realistici e che portano a una conclusione altrettanto scontata. Forse, dando solo un po’ più di spazio a Candice Bergen, si sarebbe potuto fare di meglio. Se non potete fare a meno di vederlo, aspettate il dvd.,

Beppe Musicco

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