Con un inizio folgorante, vediamo le origini del personaggio di Black Widow, la Vedova Nera / Natasha Romanoff interpretata da oltre dieci anni da Scarlett Johansson. Bambina, in Ohio, viene portata via una notte dai genitori (fittizi) insieme alla sorellina Yelena. Genitori che sono agenti segreti al servizio dell’Unione Sovietica. Rifugiatisi a Cuba, vengono separati dal capo dei due genitori/agenti, Dreykov, che in particolare fa portare via le due sorelline essendo a capo di un terribile programma di selezione e addestramento di bambine denominato la Stanza Rossa cui collaborano i finti genitori.

Ventuno anni dopo, vediamo Natasha reduce dalla disfatta degli Avengers – divisi, in rotta, alcuni incarcerati o inseguiti dalla giustizia – dopo i fatti avvenuti in Captain America: Civil War. La Vedova Nera, inseguita dai capi del governo Usa, pensa di aver eliminato l’odiato Dreykov (e la sua figlioletta) che ha rovinato la vita a lei e alla “sorella”. Sorella che ritrova, “salvata” dalla manipolazione che l’aveva trasformata in arma da combattimento e omicidi grazie a un antidoto regalatole da una sua vittima a sua volta liberata. Natasha e Yelena (l’emergente Florence Pugh) si ritrovano dopo anni, e dopo un primo scontro riscoprono l’affetto che le ha unite nell’infanzia pur creata a tavolino dalla finzione voluta da altri. Decidono così di rimettersi alla ricerca dei “genitori” e di quanto può finalmente chiudere i conti con il passato… Ma vecchi e nuovi violentissimi nemici sono sulla loro strada.

Spin off, prequel, episodio minore, omaggio a una supereroina amata e ormai a rischio di scomparire per sempre? Black Widow è un po’ tutto questo. Cronologicamente, a parte il formidabile prologo, si incastra nel “canone” dei 24 titoli che si ritenevano conclusi con Avengers: Endgame, precisamente dopo Captain America: Civil War e i famosi scontri tra gli eroi (in particolare tra Iron Man e Captain America) sugli accordi di Sokovia. Dal punto di vista narrativo e drammaturgico, gli aspetti più interessanti ci sembrano i confronti nella pseudo “famiglia” che in realtà si scopre esserlo ancora, affettivamente, a distanza di anni. In particolare funziona il rapporto tra sorelle, il loro rapporto profondo nonostante separazioni e rancori, mentre i genitori sono figure poco incisive (la “madre” Melina, incarnata dalla pur brava Rachel Weisz, è solo abbozzata; il “padre”, David Harbour, è una macchietta nell’essere un super eroe del male – alter ego russo di Captain America – ingrassato e in disarmo, anche se a tratti divertente). Bello l’accenno al “cuore” che Natasha ha saputo preservare, e in effetti – pur tra tante violenze – il suo è un personaggio che ancora una volta lascia il segno ed emoziona. Merito di come è stato scritto e realizzato, ma anche della prova di una Scarlett Johansson sempre più matura. Sicuramente angosciante ed efficace il tema della manipolazione di un potere violento, anche grazie a un notevole “cattivo” come Ray Winstone, molto meno il tema “femminile” nell’ottica di un “girl power” ormai un po’ di routine in molte produzioni hollywoodiane.

Ma il film, diretto dalla regista australiana Cate Shortland (l’ennesimo autore indipendente ingaggiato dalla Marvel, ma in questo caso abbastanza “anestetizzato”) ha anche altre lacune: l’azione è un po’ ripetitiva, pur se la qualità tecnica e “coreografica” è sempre di alto livello. Sul lato della storia, ci sarebbe piaciuto sapere e vedere di più del passato di Natasha, quando era un’agente al servizio del KGB. E visti i suoi rimorsi per l’uccisione della giovanissima figlia di Dreykov, ci sarebbe piaciuto sfogliare altre pagine oscure del suo passato. Invece, se non fosse per il carisma della protagonista, il film scivolerebbe un po’ inutile. Eppure, per i fans, ormai ogni capitolo della vicenda Avengers è ormai imprescindibile. Anche se non sarà facile tenere alto il livello emotivo dopo il capolavoro Endgame.

Attenzione, come sempre, alla  scena dopo i titoli di coda: stavolta, oltre a far riferimento a noti fatti dell’universo cinematografico (ricordate tutti cos’è successo in Avengers: Endgame, vero?), subentra anche un personaggio della serie tv The Falcon and the Winter Soldier. Sempre più complicato seguire tutte le vicende degli eroi Marvel…

Antonio Autieri

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