Si è concluso stasera il Festival di Berlino, iniziato il 20 febbraio, con l’assegnazione dei premi ufficiali. E due riconoscimenti importanti sono andati all’Italia.

L’Orso d’Oro è stato attribuito dalla Giuria presieduta da Jeremy Irons (c’era anche l’attore italiano Luca Marinelli) a There is no Evil del regista iraniano Mohammad Rasoulof, assente perché non autorizzato a muoversi dal regime del suo Paese; anni fa il regista fu arrestato e scontò alcuni anni di prigione per la sua vicinanza a movimenti giovanili di protesta, come il suo collega Jafar Panahi. Un dramma in quattro atti che si interroga sulla difficoltà di esprimere la libertà individuale quando si è soggetti a costrizioni e dove non vi è alcuna possibilità di scelta. Il film di Rasoulof era tra i favoriti per la critica internazionale: la bella notizia è che uscirà  nelle sale italiane con Satine Film, casa di distribuzione tra le più attente al cinema d’autore.

Vari i leoni d’argento: per il miglior regista, al coreano Hong Sangsoo per il suo The woman who ran; per la miglior sceneggiatura, a Favolacce di Damiano e Fabio D’Innocenzo; per i migliori attori, a Elio Germano – anche interprete del citato Favolacce – per Volevo nascondermi di Giorgio Diritti nei panni del pittore Antonio Ligabue e a Paula Beer per il tedesco Undine di Christian Petzold. Inoltre, l’Orso d’argento Gran Premio della Giuria è andato a Never Rarely Sometimes Always di Elisa Hittman, mentre l’Orso d’argento per il contributo artistico è stato assegnato a Jurgens Jurges per la fotografia di Dau. Natasha di Ilya Khrzhanovkiy e Jekaterina Oerte. Infine, il Premio speciale della 70esima edizione è andato a Delete History di Benoit Delepine e Gusave Kervern.

 

Nella foto: Elio Germano in Favolacce, diretto dai fratelli D’Innocenzo. Il film è stato premiato per la sceneggiatura, come anche l’attore romano ma per Volevo nascondermi di Giorgio Diritti