Gerry è un professore universitario precario e sua moglie Ilaria una vigilessa stressata. Vivono a Roma con il figlio dodicenne Giulio. Stanchi della vita in città, scelgono di trasferirsi in un casolare di campagna per provare l’ebbrezza della vita green tra boschi, campi e orto biologico. Per Gerry è sempre più difficile rimanere al passo con i suoi corsi universitari; Ilaria fa fatica con le coltivazioni mentre Giulio rinasce anche grazie all’aiuto del burbero Mauro… La vita in campagna si dimostra molto meno affascinante del previsto e mette in difficoltà la famiglia.

Diretta da Giambattista Avellino (C’è chi dice no è il suo film precedente del 2011), Benvenuti in campagna e una commedia (troppo?) “facile”, da piattaforma, che racconta un tema già affrontato diverse volte nei film, quello della rinuncia alla città per scoprire le bellezze del mondo green. La storia procede in modo piuttosto prevedibile; quello che sembrava affascinante si conferma un incubo. Se la città genera stress e malumori, la campagna e i boschi sono ricchi di insidie. E quindi, dove è meglio vivere?

Benvenuti in campagna è una sorta di favola moderna che ruota anche attorno al rapporto adulto-bambino, in cui gli adulti non sono solo Gerry e Ilaria ma anche Mauro (Andrea Pennacchi), un uomo solitario e non accomodante che, però, riesce a creare un legame con il giovane Giulio, insegnandogli non solo a stare in campagna ma anche a crescere e a maturare.

I ruoli di Gerry e Ilaria sono affidati a Maurizio Lastrico (in ascesa dopo Follemente) e Giulia Bevilacqua (10 giorni con i suoi) che provano a fare del loro meglio su una sceneggiatura un po’ fragile. Benvenuti in campagna è un film che si vede senza problemi ma al cinema, su grande schermo, dovrebbero arrivare storie un po’ più profonde, coinvolgenti e che lascino qualcosa in più allo spettatore.

Stefano Radice

Clicca qui per rimanere aggiornato sulle nuove uscite al cinema

Clicca qui per iscriverti alla newsletter di Sentieri del cinema

Clicca qui per iscriverti al nostro canale Youtube