Insieme, come cavalieri o soldati, fianco a fianco nella trincea a coprirsi e proteggersi a vicenda. E’ un bel film, Basta guardare il cielo. Una bella favola sull’amicizia che aiuta a vivere meglio, se non addirittura ad avere successo. I due ragazzini protagonisti, bravissimi, diventano amici casualmente e cominciano a vivere uno in dipendenza dell’altro. Il primo, Kevin (Kieran Culkin, il fratello del celebre protagonista di Mamma ho perso l’aereo) ha un’intelligenza fuori dal comune: ha una memoria di ferro, è vispo, attento, un vero e proprio piccolo genio con un grave handicap che lo costringe a muoversi con fatica. Maxwell è l’esatto opposto: è enorme, un gigante davvero ma a scuola non va bene ed è schernito e deriso dai compagni. Si troveranno insieme e, fedeli a un patto di amicizia, non si abbandoneranno nel momento del bisogno. Una favola semplice e delicata, strutturata come un romanzo d’avventure di cappa e spada, che racconta senza troppa retorica un’amicizia alla prova della vita, delle cose belle della vita (l’avventura, il gioco, la scoperta, la scuola stessa) ma anche delle cose “brutte”, che di solito in un film indirizzato a ragazzi vengono passate sotto silenzio. La morte, ad esempio, o la violenza famigliare di cui è vittima il povero Maxwell. Eppure, almeno secondo regista e sceneggiatore, l’amicizia può riscattare una vita segnata dal dolore e dalla malattia. Un’amicizia gratuita, concepita come dono all’altro e guardata con commozione dalla madre di Kevin, la splendida Sharon Stone, anche lei segnata dal dolore per la malattia che sta portandole il figlio, eppure serena per questo regalo inaspettato: un figlio che fiorisce, anche nella malattia, grazie a un amico che non lo molla mai.,Simone Fortunato