Si chiama Mike Banning (Gerald Butler), ed è un agente del servizio segreto. In Attacco al potere – Olympus Has Fallen (2013), di Antoine Fuqua, si trovava intrappolato nella Casa Bianca durante un attacco terrorista, ma grazie alla conoscenza degli ambienti riusciva a mettere in salvo il Presidente (Aaron Eckhart). Adesso lo sfortunato Presidente (mai visto uno con una tale jella nello stesso mandato), durante un vertice a Londra con i colleghi giapponese, italiano, tedesco, francese e inglese, incappa nell’ira di un mercante di armi pakistano. Costui, già pericoloso per conto suo, è stato reso ancora più feroce dal fatto che un missile sparato da un drone americano durante una festa di matrimonio gli ha decimato la famiglia. Così un commando, composto da centinaia di terroristi vestiti come gli agenti di polizia inglesi, inizia a far esplodere a raffica bombe dove passano i premier, o spara direttamente sui malcapitati. Banning, che fa parte del seguito anche se aveva già pronta una lettera di dimissioni per rimaner vicino alla moglie che sta per partorire, riesce a mettere provvisoriamente in salvo il Presidente, ma la strada per la salvezza è lunga e Londra è ancora piena di insidie.

Ora, Antoine Fuqua non è né Hitchcock né John Ford, ma nel suo film c’era tensione, empatia e una buona dose di suspense. In questo secondo episodio diretto dall’iraniano Najafi ci sono soprattutto effetti speciali rumorosi e poco raffinati, che si limitano a far esplodere fragorosamente ponti e monumenti, oltre a una storia che mette a dura prova la sospensione dell’incredulità anche da parte degli spettatori più compiacenti. Possibile che centinaia di terroristi riescano a sostituirsi agli agenti inglesi? E che capi di stato rimangano bloccati nel traffico nei posti più esposti? E che una metropoli il cui centro è intasato a tal punto dal traffico da non far circolare neppure le scorte, si svuoti fino a diventare deserta pochi minuti dopo? E i bravi attori comprimari che si capisce subito moriranno prima della metà del film (Morgan Freeman no, lui deve dispensare parole di saggezza fino alla fine)? O che il nostro eroe, armato di un solo coltello, riesca sterminare un’intera squadra di assaltatori armati fino ai denti, che però non sparano un solo colpo fino a che il suddetto non li avrà sgozzati? Per non parlare di colpi presi, esplosioni a pochi centimetri e cadute che romperebbero tutte le ossa, che invece lasciano il protagonista e il suo protetto al massimo impolverati. Attacco al potere 2 è decisamente un film per spettatori di bocca buona amanti dei botti o per incondizionati ammiratori di Gerald Butler. Per tutti gli altri, molta insoddisfazione per scelte così banali e approssimative. Ultima ironia: nel film il premier italiano di cognome fa Gusto, parla come un gangster, assomiglia a Panariello ed è l’unico che viene ucciso mentre si infratta su un tetto con una tipa. Probabilmente di nome faceva Pessimo.

Beppe Musicco