L’11 giugno 1984 moriva a Padova, a causa di una emorragia celebrale, Enrico Berlinguer, l’allora segretario del Partito Comunista Italiano. Corre quest’anno, quindi, il quarantennale della morte di uno dei più importanti leader politici degli anni 70-80 del secolo scorso. Arrivederci Berlinguer, il documentario di Michele Mellara e Alessandro Rossi, lo ricorda grazie alle immagini dell’Archivio Audiovisivo del Movimento Operaio e Democratico. Nelle note di produzione si ricorda che in occasione dei funerali di Enrico Berlinguer a Roma molti dei più noti registi italiani – tra cui Ettore Scola, Bernardo e Giuseppe Bertolucci, Carlo Lizzani, Roberto Benigni e Gillo Pontecorvo – realizzarono per Unitelefilm un documentario sull’evento, L’addio a Enrico Berlinguer; Arrivederci Berlinguer ne è una sintesi.
Le immagini del documentario riprendono anche alcuni momenti della vita pubblica di Berlinguer, come il suo intervento al festival dell’Unità del 1972, il comizio per la chiusura della campagna per il referendum sul divorzio del 1974 oppure l’incontro tra il segretario e gli operai dell’Alfa Sud nel 1980, fino alle drammatiche immagini dell’ultimo comizio a Padova in cui Berlinguer, pur stando male, si ostinò a voler finire il suo intervento prima delle elezioni europee.
Ma è soprattutto la gente comune la vera protagonista con la fiumana di persone che si mise in fila per il saluto nella camera ardente e con il milione e mezzo di militanti, simpatizzanti e gente comune che partecipò ai funerali. Si vedono interviste a operai, agricoltori, braccianti per una testimonianza importante in cui non manca la commozione di chi visse in diretta quell’evento. Accanto al feretro vediamo i leader del PCI di quegli anni, Alessandro Natta, Achille Occhetto, Pietro Ingrao così come scorgiamo Marcello Mastroianni, Monica Vitti e Carlo Lizzani fare una sorta di picchetto d’onore di fianco alla bara.
Arrivederci Berlinguer – anche se propone materiali già visti in questi decenni, come Roberto Benigni che prende in braccio il segretario al Pincio nel 1983 – raggiunge l’obiettivo di far scattare l’effetto nostalgia soprattutto di chi in quegli anni votava per il PCI o che è interessato alla storia politica dell’Italia di quegli anni. Saprà anche incuriosire il pubblico di oggi?
Stefano Radice
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