Dal regista della saga di Kingsman, Matthew Vaughn, è appena arrivato al cinema Argylle – La super spia, film spy-action con una buona dose di colpi di scena e (purtroppo dimenticabile) comicità. La scrittrice Elly Conway (Bryce Dallas Howard) è appena arrivata al quinto libro della amatissima collana di libri di spionaggio che vedono come protagonista l’affascinante agente Argylle (Henry Cavill), manca solo un passo alla parola fine: l’ultimo capitolo, che però Elly non riesce a scrivere. Durante il viaggio in treno che la porterà a casa dei genitori per schiarirsi le idee e trovare ispirazione, però, un incontro inaspettato cambierà ogni cosa …

Le somiglianze con Kingsman sono molteplici: dal tema, ai personaggi patinati che combattono in ambientazioni da cartolina costruite alla perfezione, insieme a svariate sfumature humor, che però lasciano parecchio a desiderare (il gatto domestico che Elly porta sempre con sé, pigro, grasso e dolce, è un vecchio trucco che non fa più ridere). In realtà, ricordiamo che Vaughn ha portato sullo schermo una gran quantità di film di discreto successo, parliamo ad esempio di X-Men: giorni di un futuro passato, Kick- Ass, senza dimenticare quei titoli che non rientrano nel genere d’azione, ma che certamente rimangono impressi come Eddie the Eagle e Rocketman. Con questo passato alle spalle, dunque, Argylle risulta essere un cortocircuito, che ha preso poco e male dai progetti più riusciti del regista, aggiungendo particolari kitsch, che abbassano la credibilità del film ed alzano il livello di banalità. L’idea alla base è interessante ed ironica, ma dalla prima scena d’azione caotica e sbrigativa l’aspettativa inizia a scendere e tutto il film sprofonda in una storia prevedibile e mal sviluppata. A dirla tutta, i colpi di scena ci sono e riescono ad ingannarci perfettamente lasciandoci credere fin dall’inizio che sia “tutto qui”, per poi sorprenderci all’improvviso, ma un solo grande plot-twist non distoglie l’attenzione dal resto della trama piuttosto pigra.

A mettere in difficoltà il tutto anche la scelta degli attori spesso non azzeccatissimi, soprattutto la protagonista Bryce Dallas Howard, perfetta per le prime scene del film, si perde nella seconda parte in un ruolo che, bisogna dirlo, non è il suo. Di dubbio gusto anche le brevi parti date a personaggi famosi come il wrestler John Cena e la cantante Dua Lipa: infilati nel trailer per fare audience, sono in realtà inutili allo svolgersi della vicenda e non dimostrano particolare bravura.

Tirando le somme il film non è terribile, qualche buona idea si salva, ma parrebbe essere funzionale solo ad un possibile crossover con Kingsman (i due film fanno parte dello stesso “universo”) e diversamente da molti altri titoli del regista è purtroppo incredibilmente dimenticabile.

Maddalena Villa

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