Jamie e Dylan si conoscono per lavoro e diventano amici. Escono entrambi da relazioni disastrose e si sentono emotivamente indisponibili, decidono di condividere una serie di incontri sessuali senza coinvolgimento sentimentale. Ma sarà una promessa difficile da rispettare…,Evidentemente alle ragazze (e ai ragazzi) di oggi sfuggono verità semplici che un mondo, forse meno “libero” ma più chiaro di quello di oggi, dava per scontate. È il messaggio di una commedia romantica dichiaratamente “per adulti” che mette a tema (è la seconda volta in un anno) il fenomeno dei friends with benefits, amici che condividono (come qui da titolo) anche il letto, e non certo per dormire…,Pur nella superficialità della premessa, il film di Will Gluck, rispetto ai precedenti, oltre che due protagonisti ben assortiti, ha il merito di costruire con maggiore coerenza il rapporto tra i due, e inserisce la loro confusione sentimentale nel contesto di relazioni familiari problematiche e non proprio banali.,Jamie, sotto la scorza della ragazza liberata e di successo, la compagnoneria e la disinibizione, nasconde il bisogno di un legame autentico; insomma, sogna il Principe Azzurro, la persona con cui condividere la vita, ma l’esperienza personale e la presenza di una madre hippy e figlia della rivoluzione sessuale, che nemmeno sa identificare chi sia l’uomo con cui l’ha concepita, le hanno fatto perdere la speranza che questo sogno possa abitare fuori dalle commedie sentimentali che tanto ama (odiare).,Dylan ha un contesto familiare più solido, anche se minato dal divorzio dei genitori, una sorella madre single e un padre amato che però sta scivolando pian piano nel baratro dell’Alzheimer. Anche se ovviamente si tratta di quello che un acuto critico americano definisce “movie Alzheimer”: una malattia che crea situazioni imbarazzanti (il padre di Dylan ogni tanto gira in luoghi pubblici senza pantaloni) ma concede qua e là intensi momenti di lucidità adatti a rivelazioni cruciali e consigli indispensabili.,Il fatto che gli autori si prendano il tempo per raccontarci il contesto relazionale dei due protagonisti e che la madre di Jamie e i familiari di Dylan siano interpretati da ottimi e credibili comprimari è solo uno degli elementi che aiutano il pubblico a coinvolgersi e a tifare per loro nonostante la premessa poco sana ed eticamente discutibile che mette in moto la trama.,Non si può fare a meno di pensare, d’altra parte, che la confusione sentimentale odierna abbia parecchio a che fare con le scelte sbagliate (o le non scelte) della generazione precedente, quella della rivoluzione sessuale, che della libertà ha fatto una bandiera alla lunga rivelatasi fallimentare. ,Stesso fallimento cui va inevitabilmente incontro l’esperimento dei due amici, nonostante l’affermazione che “fare sesso” non sia poi molto diverso da giocare a tennis.,In realtà è immediatamente evidente che per entrambi i protagonisti fare e accettare una proposta così “scandalosa” presume una notevole dose di fiducia nei confronti di chi la riceve (altrimenti tanto varrebbe andare a rimorchiare in un bar qualunque o al limite “pagare” come si fa per un istruttore), che è poi il primo presupposto del sentimento che verrà.,Di sicuro c’è che Jamie e Dylan con l’amore non ci sanno fare tanto che, pur conoscendo e dissezionando con discreta competenza i cliché delle commedie sentimentali, un passo alla volta ci cascano dentro con tutti i piedi, anche se attraverso una serie di situazioni discretamente divertenti con dialoghi ben scritti e ben recitati, il che fa sì che il pubblico non protesti per la prevedibilità della conclusione.,Laura Cotta Ramosino