Di soprannomi ed etichette, Alessandro Blasetti ne ha avuti numerosi. I più lo chiamavano “il regista con gli stivali”; colpa del suo primo set, dove per affrontare le paludi pontine, Blasetti indossò stivaloni di gomma fino al ginocchio. Eppure, anche dopo l’esperienza di Sole (1929), il regista si fece vedere spesso con questo look bizzarro: tuta da lavoro, cinturone, berretto e stivali. Una consuetudine che dice tanto sul personaggio, un professionista instancabile, sempre teso a sperimentare e a sporcarsi le mani. Blasetti al cinema dedicò tutto se stesso, vivendolo non soltanto come una passione, ma come un dovere civico. Fu anche per questa attitudine che nella prima fase della sua carriera piacque tanto al fascismo, di cui appoggiò in particolare la politica ruralista. Con l’entrata in guerra Blasetti si discostò dal regime, ma questo antico legame fu un peso che lo accompagnò per tutta la vita.

Contando anche le regie televisive, la carriera di Blasetti durò oltre cinquant’anni. Diede la fama a Gino Cervi e Massimo Girotti, rilanciò Amedeo Nazzari, scoprì la coppia Mastroianni-Loren. Inventò nuove modalità di ripresa e teorizzò nuovi modi di intendere la Settima Arte. Fu tra i precursori del Neorealismo. Nei Quaranta, in particolare, precisò le coordinate del proprio cinema, con titoli di successo quali La cena delle beffe, 4 passi fra le nuvole, Fabiola e molti altri. Un “pezzo di strada” in cui, inoltre, è possibile leggere la straordinaria (e sofferta) evoluzione vissuta dall’intero settore a cavallo tra le due guerre.

Per questo motivo, Blasetti 40 (Bibliotheka Edizioni, € 17) racconta Blasetti proprio a partire da questo decennio.

 

Nella foto: Alessandro Blasetti con Sofia Loren sul set di Peccato che sia una canaglia (Fondo Blasetti – Cineteca di Bologna)

 

Tra gli altri libri della collana Cinema del ’900 (è possibile comprarli anche sul sito della casa editrice):

Bertini 20 di Letizia Cilea

Camerini 30 di Beppe Musicco

Totò 50 di Massimo Moscati

A breve:

Moretti 80 di Antonio Autieri