Vanessa è un’attrice mancata; Linda una fotografa affermata; Eleonora fa la mental coach di donne frustrate; Akiko è una santona. Ricevono l’invito per l’addio al nubilato di Chiara, pronta a tornare dagli Stati Uniti per l’evento. Le cinque donne, infatti, sono amiche di lunga data, dai tempi del liceo quando si erano promesse di esserci sempre una per l’altra. L’appuntamento per il festeggiamento è fissato in un lussuosissimo hotel di Roma. Le quattro donne arrivano e trovano una limousine con autista al loro servizio e un programma da seguire in attesa di incontrare Chiara. Che, però, tarda ad arrivare…

Che dire di questo Addio al nubilato, nuovo film di Francesco Apolloni, trasposizione cinematografica della sua omonima commedia teatrale? Si può dire che si resta molto perplessi di fronte a una pellicola che, attraverso le vicende delle quattro amiche, vorrebbe parlare dei successi, delle sofferenze, dei sogni e delle sconfitte delle protagoniste in particolare e delle donne in generale ma che finisce con il perdersi in una sceneggiatura poco riuscita e accattivante. Addio al nubilato si pone chiaramente come una commedia ma le sue battute fanno poco ridere. Soprattutto nella prima metà abbondano una serie di volgarità tutte a sfondo sessuale di cui si poteva sinceramente fare a meno o che avrebbero potuto essere contenute. Tutte le quattro protagoniste hanno alle spalle un dramma – Vanessa non ha superato il divorzio e non ha dialogo con la figlia; Eleonora rimpiange di aver abortito; Linda è stata molestata; Akiko ha subito l’oltraggio del razzismo essendo orientale – ma quando la parte più seria del film emerge, tutto sembra poco credibile perché inserito in un contesto molto superficiale.

Per quanto riguarda le attrici, Chiara Francini (Vanessa), Laura Chiatti (Linda), Antonia Liskova (Eleonora) e Jun Ichikawa (Akiko) provano a dare spessore ai loro personaggi riuscendoci solo a tratti. Vediamo le amiche passare dalla spa dell’hotel, a una serata con spogliarellista; dall’incontro con un santone, alla visita allo loro vecchia scuola per arrivare a una conclusione commovente su Chiara (Nina Fotaras) a indicare che il periodo dei sogni è finito e che, forse, si può costruire un’amicizia più solida e sincera. Intento lodevole del film, ma realizzato in modo non convincente.

Aldo Artosin